Iss, la mortalità dei No Vax è 33 volte superiore ai vaccinati. Il 2,7% dei contagi sono reinfezioni

L'efficacia della vaccinazione nel prevenire l’infezione si riduce nel tempo in tutte le fasce di età: 66% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 53% tra i 91 e 120 giorni, e 34,7% oltre 120 giorni

ROMA. Il tasso dei decessi per le persone non vaccinate è pari a 52,9 ogni centomila. Quello dei vaccinati con ciclo completo e dose booster è 1.6. I No Vax, quindi, rischiano di morire di Covid 33,1 volte più di chi ha completato il ciclo di vaccinazione. Inoltre i non vaccinati contro Covid 19 hanno un rischio, se si infettano, 21 volte maggiore di finire in terapia intensiva rispetto a chi ha fatto due dosi vaccinali. Una possibilità che diventa 39 volte più alta rispetto a chi ha sfatto anche il booster: 31,3 casi su centomila conto 0,8 casi. «Il tasso di ricoveri in terapia intensiva standardizzato per età relativo alla popolazione di età superiore 12 anni nel periodo dal 3 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022 per i non vaccinati (31,3 ricoveri in terapia intensiva per 100.000 abitanti) risulta circa ventuno volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (1,5 ricoveri in terapia intensiva per 100.000 abitanti) e circa trentanove volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (0,8 ricoveri in terapia intensiva per 100.000 abitanti)», si legge nel report Iss. Per quanto riguarda l'ospedalizzazione per le persone sopra i 12 anni, il tasso, per i non vaccinati (248,5 ricoveri per 100.000 abitanti) risulta circa dieci volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (25,3 ricoveri per 100.000 abitanti) e circa dodici volte più alto rispetto ai vaccinati con booster (20,8 ricoveri per 100.000 abitanti), rileva l’Istituto superiore di sanità.

Accelerazione

L'efficacia del vaccino nel prevenire la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è pari al 66% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 53% tra i 91 e 120 giorni, e 34,7% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale. E' invece pari al 66,7% nei soggetti vaccinati con booster. A confermare l’accelerazione del virus per effetto della variante Omicron è la sua accresciuta capacità di reinfettare chi è già guarito dal Covid. Dal 24 agosto scorso al 9 gennaio 2022 sono stati segnalati 108.886 casi di reinfezioni, pari a 2,7% del totale dei casi notificati. Nell'ultima settimana la percentuale di reinfezioni (3,2%) sul totale dei casi segnalati risulta stabile rispetto alla settimana precedente (3,4%). La probabilità di reifettarsi con il virus Sars-CoV-2 è più elevata nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con almeno una dose e negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione. 

(fonte: La Stampa)