Covid, il monitoraggio settimanale: dopo oltre tre mesi la curva scende, indice Rt sotto 1

Resta alta la pressione sugli ospedali. Solo due settimane fa l’indice era a 1,56

Non è ancora la discesa ripida prevista da epidemiologi e virologi ma la cura epidemica ha iniziato a flettersi e anche la pressione sugli ospedali non è più forte come prima, tanto che il monitoraggio settimanale a cura dell’Iss, all’esame stamane della cabina di regia, questa volta non spedisce nessuna regione in fascia arancione. Dopo molte settimane l’incidenza settimanale dei casi ogni 100 mila abitanti cala da 2011 a 1.823. Ma fa ben sperare per il futuro è soprattutto la discesa dell’Rt, che dall’1,31 passa a 0,97. Un valore sotto il livello epidemico di uno e che quindi lascia prevedere una progressiva diminuzione dei contagi nei prossimi giorni. Solo due settimane fa era l’Rt era a 1,56.

Dopo 13 settimane consecutive di aumento dei contagi da Covid-19, l'ultima settimana ha visto un'inversione della curva dei nuovi casi, che sono stati 1.197.970 rispetto ai 1.243.789 dei 7 giorni precedenti, con una flessione del 3,7%. Per quanto riguarda le strutture ospedaliere, aumentano del 3% i ricoveri in area medica (20.037 rispetto a 19.448), mentre diminuiscono dell'1,4% quelli in terapia intensiva (1.691 rispetto a 1.715). Ma a crescere sono anche i decessi: sono stati 2.519 rispetto ai 2.266 della settimana precedente, con +11,2%.

In 51 Province l'incidenza di nuovi casi di Covid-19 supera i 2.000 casi per 100.000 abitanti. E, nella settimana 19-25 gennaio in 12 Regioni si registra un incremento percentuale dei contagi, con un aumento che va dallo 0,7% dell'Umbria al 38,1% delle Marche. In 9 regioni c'è invece una riduzione e si va dal -1,4% dell'Abruzzo al -35,8% della Calabria. Le 51 province con più di 2000 casi per 100 mila abitanti sono: Bolzano (3.466), Forlì-Cesena (3.441), Vicenza (3.350), Ravenna (3.287), Rimini (3.281), Verona (3.266), Treviso (3.122), Rovigo (2.930), Padova (2.923), Pordenone (2.918), Trento (2.866), Bologna (2.781), Barletta-Andria-Trani (2.745), Belluno (2.735), Ascoli Piceno (2.707), Reggio nell'Emilia (2.702), Modena (2.698), Pesaro e Urbino (2.698), Genova (2.672), Fermo (2.655), Livorno (2.598), Venezia (2.577), Biella (2.499), Firenze (2.487), Imperia (2.458), Ferrara (2.458), Macerata (2.450), Udine (2.436), Brindisi (2.401), Bari (2.396), Ancona (2.387), Trieste (2.363), Parma (2.360), Pistoia (2.358), Mantova (2.339), Torino (2.322), Gorizia (2.303), Brescia (2.302), Pisa (2.287), Taranto (2.283), Savona (2.273), Foggia (2.225), Aosta (2.222), Piacenza (2.216), La Spezia (2.173), Prato (2.129), Teramo (2.063), Lecce (2.030), Grosseto (2.023), Arezzo (2.012) e Cuneo (2.002).

Resta alta la pressione sugli ospedali, dove però i posti letto occupati da pazienti Covid in area medica il tasso di occupazione dei posti letto inizia a scendere dal 31,6 al 30,4% e in terapia intensiva dal 17,3 al 16,7%.
Sono in aumento del 5%, tra il 19 e il 25 gennaio, anche i casi attualmente positivi (2.689.262 rispetto a 2.562.156 della settimana precedente), le persone in isolamento domiciliare (2.667.534 rispetto a 2.540.993).

Dopo l'impennata delle settimane passate, negli ultimi sette giorni cala del 4,5% il numero dei tamponi totali effettuati in Italia, passati da 7.672.378 della settimana 12-18 gennaio a 7.327.579 della settimana 19-25 gennaio. La diminuzione riguarda sia i tamponi rapidi (-67.898, pari a -1,2%) che quelli molecolari (-276.901, pari a -13,9%). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività ai molecolari torna però a salire (dal 21,3% al 22,9%), mentre rimane stabile (dal 14,4% al 14,3%) quello dei rapidi.

(fonte: La Stampa)