Bankitalia: la disoccupazione resterà intorno al 10%

Una veduta della sede della Banca d'Italia a Palazzo Koch, Roma, 01 dicembre 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

Il Bollettino: cresce il credito alle famiglie, rallenta quello alle imprese

ROMA. “Il tasso di disoccupazione, diminuito nella prima metà del 2019, dovrebbe restare su valori intorno al 10 per cento nel corso del triennio di previsione”: lo afferma Bankitalia nel Bollettino economico pubblicato oggi. L'occupazione, che nel 2018 era tornata ai livelli precedenti la la crisi globale in termini di numero di persone occupate è destinata, secondo Bankitalia, ad aumentare “ulteriormente ma a ritmi più moderati, in particolare tra la seconda metà di quest’anno e il 2020”. L’andamento, spiega la nota “risentirebbe anche delle maggiori fuoriuscite dal mercato del lavoro connesse con l'introduzione di nuove forme di pensionamento anticipato, solo in parte sostituite con nuove assunzioni”. 

Rallenta il credito alle imprese
“Il credito bancario al settore privato si è leggermente indebolito: la crescita è ancora solida per le famiglie, mentre i finanziamenti alle imprese si sono lievemente contratti”, dice anche il Bollettino aggiungendo che “l’aumento dell'onere della provvista obbligazionaria delle banche registrato lo scorso anno si è finora trasmesso in misura contenuta ai tassi di interesse praticati sui prestiti alla clientela, anche grazie all'elevata liquidita' e al miglioramento dei bilanci bancari; si confermano tuttavia segnali di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito per le imprese di minore dimensione”. In maggio l'incremento sui tre mesi del credito al settore privato non finanziario è stato lievemente positivo (0,7% correggendo per i fattori stagionali e in ragione d'anno. “Rispetto a dodici mesi prima - si legge nel Bollettino - i prestiti alle imprese sono diminuiti, in misura più accentuata per le società di piccole dimensioni. Questo andamento è stato determinato da una debole crescita del credito nel settore manifatturiero e in quello dei servizi e da una netta contrazione dei finanziamenti alle imprese di costruzioni”. Sul versante della raccolta Bankitalia segnala che quella in capo alle banche italliane, tra febbraio e maggio, è “moderatamente aumentata”. L'incremento dei depositi dei residenti ha "piu' che compensato la flessione della provvista netta all'ingrosso sotto forma di operazioni di pronti contro termine effettuate mediante controparti centrali". Nel complesso la quota di prestiti non finanziata dalla raccolta al dettaglio (funding gap) si e' ulteriormente ridotta, portandosi su valori prossimi allo zero, si legge nel bollettino.

 

 

La crescita
La crescita del Pil nel 2019 si attesterà allo 0,1% per poi salire allo 0,8% il prossimo anno e all’1% nel 2021. “Il quadro - spiega Via Nazionale - è caratterizzato da un rallentamento degli investimenti, in linea con quanto segnalato dalle nostre indagini presso le imprese e con il progressivo aumento dei costi di finanziamento; le esportazioni risentirebbero della decelerazione del commercio mondiale. Le aziende italiane manterrebbero tuttavia le proprie quote di mercato”. A partire dalla seconda metà del 2019, tuttavia, l'attività “recupererebbe gradualmente, soprattutto grazie alla spesa delle famiglie e alle esportazioni”.

 

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