Caso Bio-On, i piccoli azionisti pronti a chiedere i risarcimenti

Lo stabilimento di Bio-on a Bologna

Bacci, sindacato Siti: «Ci costituiremo parte civile al processo a Bologna una volta che sarà terminata la fase d’indagine»

I piccoli azionisti di Bio-On sono pronti a dare battaglia per ottenere risarcimenti, dopo il lungo e inarrestabile crollo in Borsa della società bolognese della bio-plastica. “Abbiano già raccolto centinaia di adesioni da parte dei piccoli azionisti per avere un rimborso” spiega Domenico Bacci, segretario nazionale di Siti, il sindacato italiano per la tutela dell’investimento. 

Dopo che il 24 luglio il fondo attivista americano Quintessential ha sferrato un attacco alla società bolognese, disseminando, attraverso uno studio dal titolo “Una Parmalat a Bologna”, una serie di dubbi sui conti e la produzione della bio-plastica, il titolo è in caduta libera: è passato da 56 euro di quest’estate ai 6,40 euro di ieri, molto vicino al prezzo della quotazione (5,8 euro) avvenuta nel 2014 sul listino Aim di Borsa italiana. La capitalizzazione è scesa da oltre un miliardo agli attuali 120 milioni.

“Ci costituiremo parte civile al processo una volta che sarà terminata la fase d’indagine. Sui reati è ancora prematuro esprimersi, solo con la chiusura delle indagini sarà chiara l’ipotesi di reato, ovvero aggiotaggio o false comunicazioni sociali e da chi tali reati in ipotesi accusatoria saranno ascritti”.

Oltre ai controlli di Consob è in corso un’indagine della magistratura di Bologna che esamina le ipotesi di reato il falso in bilancio e la manipolazione del mercati.

I piccoli azionisti, riuniti in Siti, hanno deciso di accelerare le pratiche per i rimborsi, dopo la pubblicazione del bilancio del primo semestre del 2019. “Ci preoccupa il fatto che – spiega Bacci – i ricavi siano passati dai 6,12 milioni dei primi sei mesi del 2018 a 917 mila euro dell’ultima semestrale.  Senza contare che Bio-On aveva chiuso il bilancio del 2018 con 51 milioni di euro fatturato.

«Nonostante il rallentamento del business – si legge in una nota diffusa da Bio-On il 2 ottobre – la società confida di chiudere il 2019 con almeno 20 milioni di ricavi netti provenienti da terzi».

(fonte: La Stampa)