Gualtieri promette: aiuti a 350 mila imprese. Anche il mondo del calcio adesso batte cassa

La protesta

Platea allargata a chi supera i 5 milioni di fatturato, si valuta se prorogare subito anche la Cig

ROMA. Il premier assicura che i nuovi ristori «arriveranno direttamente sul conto corrente delle imprese» a cui il nuovo Dpcm impone un blocco delle attività. Se ne farà carico anche in questa occasione l’Agenzia delle entrate, che provvederà ad effettuare tutti i bonifici bancari già nei primi giorni di novembre. Sul piatto il governo mette 2 miliardi di euro, senza bisogno di effettuare una nuova variazione di bilancio ma semplicemente attingendo alle somme non spese. L’importo però potrebbe lievitare a 5 miliardi, perché non è escluso che nel «Dl» venga inserita anche la proroga della cassa integrazione come era stato ipotizzato nei giorni scorsi. Dovendo fare una serie di spostamenti tra le voci di bilancio per reperire le risorse, infatti, per i tecnici questa sarebbe la soluzione migliore.

Nel nuovo «Decreto Ristori», a cui ancora ieri stavano lavorando «pancia a terra» al Mef in stretto contatto con Sviluppo economico, Lavoro, e Politiche agricole, stando a Conte «verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale al più tardi domani», col Consiglio dei ministri, che potrebbe essere convocato tra stasera e domattina. Mercoledì il premier vedrà i sindacati. Calcolando anche la Cig-Covid sono in tutto sette le misure previste a favore di bar ristoranti, palestre, attività culturali e comparto dell’agro-industria. Ma ieri con Conte ieri si sono fatte sentire anche Lega calcio e Federcalcio che lamentano a loro volta fortissime perdite e chiedono l’estensione dei sostegni anche a tutto il calcio professionistico (dalla serie A alla serie C).

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Contributi e bonus
In molti casi il governo conta di replicare misure già messe in campo nei mesi passati, con una novità significativa: la platea dei beneficiari del nuovo contributo a fondo perduto, il cui importo tra l’altro è destinato ad aumentare, verrà infatti ampliata alle imprese con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro in precedenza escluse. In questo modo si passerà dalle 234 mila aziende che hanno ottenuto nei mesi scorsi questo contributo – e che ora torneranno a riceverlo senza dover fare domanda, «entro l’11 novembre» ha assicurato ieri al Tg1 Gualtieri – a 350 mila imprese, con una spesa complessiva di 1, 2 miliardi.

Il credito di imposta sugli affitti commerciali verrà ripristinato per ottobre e novembre ed anche in questo caso la platea dei beneficiari verrà allargata alle imprese sopra la soglia dei 5 milioni. Sul fronte tasse verrà invece cancellata la seconda rata Imu del 16 dicembre.

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Stagionali e precari
Il «Decreto ristori» prevede anche una nuova indennità mensile (1000 euro) per gli stagionali del comparto turismo e dello spettacolo e per i lavoratori intermittenti dello sport e l’erogazione di un’altra mensilità del reddito di emergenza (400-800 euro) in modo da fornire un supporto a chi non usufruisce della cassa integrazione o di altri sostegni. Nel pacchetto entrano anche misure a favore dell’industria agro-alimentare visto che, come ha segnalato il ministro Bellanova, vengono indirettamente colpite dalle misure del Dpcm. In questo caso tutte le filiere verranno esonerate dal versamento dei contributi.

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L’allarme delle categorie

Secondo Fipe-Confcommercio, che sarà in piazza il 28 ottobre, e Confesercenti «2 miliardi son troppo pochi» e per questo è urgente un tavolo di confronto col premier. «Credo che affrontare il tema ristori sia importante, non possiamo lasciare nessuno senza reddito in Italia – ha commentato il presidente di Confindustria Carlo Bononi –. Ma se si afferma che “sono già pronti i ristori”, ricordo che 12 mila persone attendono la cassa integrazione da maggio. È in base a queste cose che gli italiani perdono fiducia e poi danno adito a manifestazioni di protesta».

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