Recovery, la promessa di Colao: “Banda ultra larga per tutte le famiglie italiane in 5 anni”

Il ministro dell’innovazione ha parlato in audizione alla Camera: “Cambiamento deve essere radicale, pervasivo e di lungo periodo. Entro il 2026 il 70% della popolazione userà l’identità digitale”

La Ue ha degli obiettivi di digitalizzazione a 10 anni, “noi vogliamo essere più ambiziosi e mettiamo obiettivi a 5 anni: al 2026 vogliamo che il 70% della popolazione usi l'identità digitale e sia digitalmente abile, portare il 75% delle Pa italiane a usare servizi Cloud, raggiungere almeno 80% dei servizi pubblici erogati online e 100% famiglie e imprese raggiunte dalla banda ultra larga. Per la prima volta l'Italia partirebbe avvantaggiata” dice il ministro dell’Innovazione e della transizione digitale Vittorio Colao in audizione alla Camera. Il ministro ha quindi insistito che il cambiamento, anche quello digitale, deve essere “radicale, pervasivo e di lungo periodo”. 

L’obiettivo dell’ex amministratore delegato di Vodafone è decisamente ambizioso anche in considerazione dello Stato attuale della rete italiana: il 60 per cento della famiglie non ha Internet oppure manca di una connessione rapida. “Il problema - ha spiegato recentemente il ministro - non è soltanto nella realizzazione della rete in fibra”, ma anche nella scelta rinunciataria di tante persone, che non hanno un abbonamento al web oppure non sentono la necessità di servizi veloci.

Di conseguenza l’Italia è uno dei Paesi in Europa con il maggior digital divide: “Solo il 42% dei nostri connazionali tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base contro il 58% in Europa. Il 17% degli italiani nella stessa fascia di età non ha mai usato Internet, contro il 9% dell'Ue, quasi il doppio”.

Ecco perché il ministro ha voluto ribadire quello che per lui è “un concetto molto importante. Riguarda l'attuale stato di incertezza dovuto alla crisi pandemica, che si protrae da oltre un anno, e che spinge molti a guardare all'orizzonte con preoccupazione. È comprensibile. Per questo, come governo, dobbiamo operare con decisione per trasformare questo periodo di preoccupazione in occasione di trasformazione, restituendo la fiducia ai nostri cittadini. Per arrivarci non dobbiamo aspettare gli eventi, ma dobbiamo pianificare, oggi, interventi che i cittadini possano apprezzare nella loro vita quotidiana. Interventi che migliorino significativamente la loro vita. In Italia abbiamo bisogno di riattivare la crescita come e forse più di ogni altra nazione europea. Nonostante tutti apparentemente sosteniamo l'innovazione e l'investimento abbiamo tradizionalmente vissuto resistenze al cambiamento e velocità di implementazione degli investimenti molto ridotte”.

Anche per questo le nuove gare per la copertura delle aree grigie inizieranno a fine 2021 e l'obiettivo è di arrivare “a inizio 2022 con il processo terminato. Agcom fa le mappature delle coperture in essere, Infratel chiederà impegni a 3 anni, faremo convergere tutto in uno” schema solo, sia per la fibra ma anche per il 5G e stiamo “valutando come rendere queste mappature 'molto impegnative'” ovvero che non siano solo promesse. “Pensiamo di partire a maggio, durerà 30-45 giorni e daremo visibilità a quello che stiamo facendo”, ha detto Colao spiegando la tempistica della mappatura.

(fonte: La Stampa)