Brexit, il ministro di Johnson: “Usciremo il 31 ottobre”. Scoppia il caso delle 3 lettere all’Ue

Michael Gove dopo il rinvio votato dalla Camera dei Comuni: «Abbiamo i mezzi e le capacità per farlo». Le opposizioni all’attacco del premier

LONDRA. "Usciremo il 31 ottobre. Abbiamo i mezzi e le capacità per farlo". Lo ha dichiarato a Sky News Michael Gove, ministro britannico incaricato dal premier Boris Johnson dei preparativi per una Brexit senza accordo. Ma in una lettera non firmata da Boris Johnson, uno dei tre testi inviati ieri sera al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, si chiede a Bruxelles di concedere al Regno Unito un'estensione della Brexit fino alle 23 del 31 gennaio 2020. Il testo specifica che si riuscirà ad arrivare alla ratifica di un accordo prima di questa data "questo periodo potrebbe terminare in anticipo".

Proprio sulle tre lettere si sono scatenate le opposizioni britanniche che ora vogliono portare Boris Johnson in tribunale per la gestione della crisi. La lettera prima - non firmata - chiede, come prescritto dalla legge anti-no deal (Benn Act) un rinvio; la seconda e la terza invece sarebbero servite per argomentare la contrarietà del governo. I ministri ombra laburisti Keir Stramer e John McDonnell hanno bollato la manovra come "infantile" ed evocato un possibile "oltraggio alla corte" (oltre che al Parlamento) del premier Tory, che dinanzi a un giudice scozzese s'era impegnato a rispettare il Benn Act senza minarne i fini. 

(fonte: La Stampa)