Stati Uniti, effetto Covid: l’aspettativa di vita scende di un anno e mezzo

In un anno e mezzo di pandemia l'aspettativa di vita negli Stati Uniti è crollata di un anno e mezzo. Un declino di queste proporzioni non si registrava dai tempi della Seconda guerra mondiale. Lo riporta il New York Times che cita le statistiche pubblicate dall'agenzia federale del National Center for Health Statistics. Un americano che nasce oggi, se dovesse vivere interamente nelle condizioni generali del 2020, arriverebbe in media a 77,3 anni di vita, contro i 78,8 se lo facesse alle condizioni del 2019. Il declino varia in base a razza ed etnia: gli afroamericani, tra i più colpiti dalla pandemia da Covid, perdono quasi due anni di vita rispetto alla popolazione bianca. Tra gli ispanici l'aspettativa passa da 81,8 anni a 78,8, quella degli afroamericani da 74,7 a 71,8, mentre quella bianca vede un declino minore, da 78,8 a 77,6. 

Le statistiche, che misurano l'aspettativa in base alle condizioni generali di salute, le patologie medie e il livello di stress generale, risentono dell'impatto del Covid sulla popolazione che, oltre a creare condizioni di salute precarie, ha prodotto effetti collaterali, come un maggiore ricorso all'uso di oppioidi per lenire dolori e tenere sotto controllo stress e angoscia. Finora la pandemia, secondo i dati aggiornati della Johns Hopkins University, ha provocato negli Usa più di 34 milioni di contagi e 609.536 morti. Ma c'è un precedente, dicono i ricercatori, che può indurre a previsioni meno pessimistiche sul calcolo dell'aspettativa di vita: il declino può non essere permanente. Dopo l'influenza che nel 1918 provocò oltre 50 milioni di morti, tra Usa e resto del mondo, l'aspettativa di vita degli americani registrò un crollo di 11,8 anni. Dall'anno successivo, usciti dalla pandemia mondiale, i dati migliorarono in modo netto. 

(fonte: La Stampa)