Covid: Johnson annuncia la revoca del Green Pass, in Austria a febbraio entra in vigore l'obbligo di vaccinazione

Via smart working e mascherine in Inghilterra, il premier cerca consenso. In Austria chi rifiuterà la vaccinazione sarà soggetto a una multa che varia dai 600 ai 3.600 euro

Basta restrizioni extra anti Covid in Inghilterra: lo ha annunciato Boris Johnson alla Camera dei Comuni, dopo il Question Time, formalizzando da domani la decisione di revocare la raccomandazione del lavoro da casa, il mini Green Pass vaccinale britannico e l'obbligo di mascherine ovunque fra le misure del 'piano B' adottato contro Omicron. Johnson ha citato un calo di contagi grazie al record di terze dosi booster dei vaccini; ma la mossa appare anche un modo per accattivarsi la pancia del gruppo Tory da parte del premier, minacciato da un voto di sfiducia interno al partito sulla sua leadership in seguito allo scandalo Partygate.

Johnson ha evocato «il ritorno al piano A», sostenendo che l'emergenza Covid sta «entrando in una fase endemica» nel Regno Unito dopo oltre un anno e mezzo di pandemia e richiamandosi alla valutazione di consulenti scientifici secondo cui il Paese appare aver superato «il picco» dei contagi Omicron a livello nazionale.

La revoca delle restrizione arriva prima della scadenza fissata del 26 gennaio, e ha indotto il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer a chiedere al premier a rendere pubblici il parere scientifico evocato a sostegno dell'accelerazione, per sgomberare il campo dal sospetto che si tratti di una manovra mirante a «salvare» la poltrona del premier prima che «a garantire la sicurezza» dei cittadini britannici. Ma il capo del governo ha rivendicato questa decisione come frutto delle politiche del suo gabinetto, che - pur "non senza errori", condivisi a suo dire con chiunque nel mondo abbia dovuto affrontare la più grave emergenza sanitaria globale da decenni - ha difeso complessivamente come «giuste» sulle questioni fondamentali della pandemia.

Nello stesso tempo BoJo ha avvertito che serve ancora «cautela», che le regole su isolamento e test rimarranno per ora in vigore in Inghilterra, non senza riconoscere «la pressione» che tuttora gli ospedali devono sopportare. Notando tuttavia «una stabilizzazione dei ricoveri» negli ultimi giorni, un loro calo a Londra e una diminuzione generalizzata delle ammissioni nelle terapie intensive. 

Caos in Austria sul conteggio dei nuovi casi giornalieri di Covid-19. Dopo aver registrato ben 31.070 nuove infezioni questa mattina, nel pomeriggio i ministeri della Salute e degli Interni hanno corretto il dato in 27.677. Si tratta, comunque, della cifra record da inizio pandemia di gran lunga maggiore rispetto al precedente record che era di 17.006 casi registrati il 12 gennaio scorso. Il bollettino ufficiale registra un'esplosione di contagi nella capitale Vienna, con 9.161 nuovi positivi in 24 ore, seguita da Bassa Austria con 4.044 e Tirolo con 3.702. Attualmente, i pazienti Covid ricoverati negli ospedali sono 1.062 e 193 di questi si trovano in terapia intensiva. In Austria, la pandemia finora ha fatto 13.956 vittime, mentre 1.328.340 risultano le persone guarite. Il cancelliere Karl Nehammer, in Consiglio dei ministri, ha ammonito che «la pandemia non e' finita».

All'inizio di febbraio entrerà in vigore in Austria l'obbligo di vaccinazione anti Covid per tutti gli over 18. E' quanto indica una bozza di legge presentata dal governo. In precedenza, era previsto l'obbligo di vaccinazione per tutti gli over 14. Chi rifiuterà la vaccinazione sarà soggetto a una multa che varia dai 600 ai 3.600 euro. La legge si applicherà a tutti i residenti in Austria, con eccezione delle donne in incinta e di chi non può vaccinarsi per ragioni mediche. Per chi invece è guarito dal Covid-19 è previsto un periodo di esenzione di 180 giorni. La legge dovrebbe essere approvata dal Parlamento giovedì.

La Francia intanto ha registrato 464.769 nuovi casi di Covid in 24 ore: non ce ne sono mai stati così tanti in un solo giorno dall'inizio della pandemia.

(fonte: La Stampa)