“Portateci da Landini o lo prendiamo noi”. Le minacce di Castellino nella ricostruzione dei magistrati. I pm: “E’ stata guerriglia urbana con spranghe e bastoni”

Giuliano Castellino in una protesta contro le restrizioni di agosto 2021

Il leader di Forza Nuova a un funzionario di polizia davanti alla sede della Cigl: «Laciatece passà, dovemo entrà»

Le parole non lasciano dubbi. E su quelle frasi pronunciate da Giuliano Castellino i magistrati stanno facendo breccia nell’inchiesta. «Desta allarme sociale – scrivono i pm i Roma nella richiesta di convalida dell'arresto del leader romano di Forza Nuova –   il fatto che tutti i provvedimenti adottati nel corso degli anni nei confronti di Castellino al fine di contenerne la spinta delinquenziale non hanno fin qui sortito risultato alcuno e non sono riusciti ad impedire che lo stesso proseguisse imperterrito nella commissione di reato». Verbale messo nero su bianco dai magistrati in relazione nel corso della manifestazione No-Vax e no Green pass al centro di Roma.

«Nonostante i tentativi di mediazione posti in essere dalla polizia – scrivono i pm – con le tre persone che si erano poste alla testa del corteo, Luigi Aronica, Roberto Fiore e lo stesso Castellino, i manifestanti proseguivano la marcia opponendo una violenta resistenza nei confronti degli operanti che avevano attivato una carica di alleggerimento», si legge ancora nella richiesta di convalida dell'arresto avanzato dalla Procura di Roma. I magistrati poi aggiungono che «giunti presso la sede della Cgil, Castellino si rivolgeva ad un funzionario di polizia posto a protezione della sede, dicendogli: '”Laciatece passà, dovemo entrà”. Nonostante i tentativi degli agenti di fare desistere il gruppo, Castellino si rivolgeva alla folla incitandola con gesti inequivocabili a dirigersi verso la sede sindacale. Al fine di raggiungere lo scopo i manifestanti ponevano in essere atti di violenza e aggressione nei confronti degli agenti di polizia». I magistrati di piazzale Clodio nel verbale di conferma dell’arresto ripercorrono la storia di Castellino sin da quando aveva vent’anni, e scrivono: «Ne corso degli anni e a far data dal 1996 e quindi quando aveva meno di 20 anni ha iniziato un percorso delinquenziale che non ha mai subito battute di arresto e che dimostra chiaramente il suo totale disprezzo per le regole del vivere civile. Proprio in tale ottica e al fine di contenere e sottoporre a vigilanza la spinta criminale del Castellino - scrivono ancora i pm -, lo stesso è stato più volte sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale, misura, costantemente e reiteratamente violata, anche recentissimamente". Domani il leader romano di Forza Nuova, insieme agli altri 5 arrestati, saranno sottoposti all'interrogatorio di convalida. "Seppure non gravati da misure di prevenzione come nel caso di Castellino - si legge ancora nelle 9 pagine di richiesta di convalida -, anche Fiore, Aronica e Passara hanno mostrato nel recente periodo un particolare attivismo nel partecipare, anche con ruoli di primo piano, alle iniziative di protesta contro i provvedimento adottati dal Governo e dal Parlamento a tutela della salute e della incolumità delle persone. Iniziative poi sfociate in atti di violenza e nella conseguente commissione di gravi reati».

L’inchiesta, naturalmente, non si limita solo a Castellino, ma si allarga anche agli altri arrestati, tant’è che nel verbale di conferma dei fermi i magistrati scrivono che «risulta accertata da parte delle forze dell'ordine l'attiva presenza degli arrestati che hanno partecipato a tutte le varie fasi dei gravi fatti verificatisi nel pomeriggio e nella sera del 9 ottobre e che hanno costituito sostanzialmente una sorta di “guerriglia urbana”».  Si tratta dei leader di Forza Nuova Giuliano Castellino e Roberto Fiore, del leader del gruppo 'Io apro' Biagio Passaro, di Luigi Aronica, ex Nar, di Pamela Testa, di Salvatore Lubrano che domani compariranno davanti al gip per l'interrogatorio di convalida. «L'obiettivo dei manifestanti e segnatamente di coloro che hanno assunto un ruolo determinante nelle iniziative violente - scrivono i pm romani - non era certamente limitato ad una mera azione di danneggiamento bensì ad una ben più consistente azione volta alla distruzione della sede di una istituzione costituzionalmente rilevante e più in generale alla turbativa dell'ordine pubblico'. La sfrontatezza dei manifestanti appare evidente, se si considera che pochi di loro avevano il volto travisato, né si preoccupavano di evitare di essere ripresi dalle telecamere, effettuando anzi dei propri video, trasmessi in diretta sui social. E' questo il caso del video postato su Fb da Biagio Passaro mentre si vantava insieme ad altri di essere entrati nella sede della Cgil».

(fonte: La Stampa)