Letta sul Quirinale: “Tutta la maggioranza elegga il Presidente”. E sul Pnrr: “Aspettative alte, gli effetti saranno a lungo termine”

Sul futuro del centrosinistra il leader del Pd avvisa: «Serve una semina del campo largo e battere il 40% di Salvini e Meloni»

«Il problema è costruire qualcosa che sia vincente rispetto a quel 40% rappresentato da Meloni e Salvini che, se non succede nulla, guiderà l'Italia nel 2023». Enrico Letta traccia così l’obiettivo in vista delle prossime elezioni nazionali. Una posizione comune, una coesione del centrosinistra contro l’alternativa di un governo guidato dagli avversari politici è la priorità. E cita non a caso il 2023, confermando come il centrosinistra non voglia «andare a votare in questo momento di pandemia» perché «il Parlamento possa fare delle cose». L’urgenza è quella delle riforme e la maggioranza larga con la guida di Draghi, al momento, permette di «mettere mano ad alcune riforme istituzionali» come il finanziamento pubblico ai partiti e «la riforma dei Regolamenti parlamentari - che è pronta - e che deve limitare il trasformismo parlamentare». 

Sul Quirinale, Letta aggiunge: «Sarebbe incredibilmente contraddittorio che la maggioranza che elegge il Presidente della Repubblica possa essere più piccola di quella che sostiene Draghi». E ricorda anche come «non abbia mai visto un Presidente della Repubblica scelto o eletto due mesi prima. La scelta è sempre andata a maturazione nelle ultime due settimane. Continuo a rispettare la moratoria che avevo chiesto un mese fa».

Sul suo ruolo, Letta non ha dubbi: «Fare da collante, da perno per la costruzione di questo qualcosa, non prendere l'uno per cento in più» dei precedenti segretari. Per questo è «alla semina del campo largo». «Mi sono reso conto che serve semplicità e chiarezza – aggiunge – In Italia il 40% degli elettori indica una scelta a favore di due partiti, FdI e Lega che hanno scelto in Europa di essere protagonisti della costruzione del sovranismo antieuropeo. Ci stiamo avvicinando alle elezioni, tra 16/18 mesi. Il nostro compito è provare a fare da collante di questo percorso perché ci sia l'alternativa. Il campo largo si fa con chi ci vuole stare e con chi condivide la nostra logica». 

Nel suo discorso Letta ha anche parlato di Pnrr: «La mia preoccupazione è legata alle aspettative attorno al Piano e alle possibili disillusioni», nel senso di vedere subito in modo concreto dei risultati. «Credo che abbiamo un po' esagerato con le aspettative. La vera forza del Pnrr sta nel rilancio degli investimenti e il risultato sta nel medio e lungo periodo, non si può vedere immediatamente. Ma il problema è che tutti noi abbiamo raccontato che avrebbe avuto effetto immediato nella vita delle persone. Dobbiamo tutti noi dare un'aggiustata alla narrazione del Pnrr».

(fonte: La Stampa)