Violenza sulle donne, approvato il Disegno di legge: si potrà procedere anche d’ufficio

C’è l’ok del Cdm. Le altre due novità: braccialetto elettronico e reddito di libertà

Via libera del Consiglio dei ministri  al disegno di legge che contiene le attese misure per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica. Fra le novità più importanti l’arresto non più solo in flagranza di reato, la procedibilità d’ufficio per i reati di violenza in ambito familiare, il braccialetto elettronico e il reddito di libertà a sostegno delle donne che spesso non si decidono a denunciare anche perché dipendenti economicamente dall’uomo violento. Questi i cardini del pacchetto di misure che invece non contiene la proposta di assegnare una scorta alle donne vittime di violenza che era stata lanciata dalla ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini. Il provvedimento  non ha raccolto unanimità di consensi né tra le ministre né dalla commissione d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere presieduta dalla senatrice Valeria Valente.

Niente scorta per la vittima

Le due scuole di pensiero, quella che ritiene necessario garantire la sicurezza fisica delle donne che denunciano proteggendole con una scorta, e quella invece secondo cui si deve limitare la libertà dell’uomo violento e non quello della sua vittima, non hanno trovato un punto di mediazione.

Arresto più facile

Tutti d’accordo invece sulle nuove norme che consentiranno di tenere lontano stalker, mariti, compagni, fidanzati violenti dalle donne oggetto delle loro vessazioni. La più importante è quella che amplia la possibilità di arresto: non più solo in flagranza di reato ma adesso anche in caso di violazione degli obblighi di allontanamento della casa familiare e di divieto di avvicinamento. Una misura che, anche se disposta sulla carta dal giudice delle indagini preliminari, quasi mai si traduceva in arresto (la pena era troppo esigua).

Il braccialetto elettronico
Dovrebbe diventare effettiva anche la norma sul braccialetto elettronico attraverso il quale controllare l’uomo accusato di reati da codice rosso ma in libertà. Finora l’utilizzo del braccialetto era connesso al consenso dell’indagato, con le nuove norme l’uomo, nel caso non accettasse il braccialetto misure andrà incontro a misure cautelari più pesanti come gli arresti domiciliari.

Niente denuncia per intervenire

Altra novità cruciale: non ci sarà più bisogno della denuncia per intervenire in caso di maltrattamenti in ambito familiare. Se l’autore della violenza è recidivo o anche solo se è già stato ammonito per reati del genere si potrà procedere d’ufficio.

Reddito di libertà

Molto spesso le vittime non denunciavano per mancanza di indipendenza economica. Le nuove misure prevedono un reddito di sostegno per le donne vittime di violenza: il reddito di libertà, già istituito, viene reso strutturale: 400 euro per 12 mesi. Una misura triennale per la quale il governo ha previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro.

(fonte: La Stampa)