Toto presidente: dopo la prima fumata nera, il più quotato è ancora il nome del premier

La convergenza sembra lontana e c’è chi spera che al Quirinale nulla cambi

⬆️ Mario Draghi

Da mesi è il favorito, ora deve convincere anche Salvini

Il presidente del Consiglio è considerato da mesi il candidato favorito per il Colle. Le quotazioni di Mario Draghi sono in crescita e i contatti che ieri ha avuto con tutti i leader avvalorano la pole position che si è guadagnato nella corsa al Quirinale. L’ex presidente della Bce può contare sul sostegno di Enrico Letta e di buona parte del Pd. Un altro sponsor di Draghi è Giancarlo Giorgetti mentre Matteo Salvini, che pubblicamente ha sempre detto di volerlo ancora a Palazzo Chigi, prima di convergere su di lui chiede rassicurazioni sul governo che dovrebbe portare la legislatura alla scadenza naturale.

↔️ Pier Ferdinando Casini

Capace di dialogare, può essere l’uomo che sblocca l’impasse

Stabile nel borsino del Quirinale, Pierferdinando Casini è il nome che può sbloccare l’empasse. Ha guidato per anni il Centro guardando a destra, poi è passato con il Pd di Renzi e ha condotto la commissione di inchiesta sulle banche prima delle politiche del 2018, senza far arrabbiare nessuno. Da presidente della Camera ha dimostrato di saper dialogare con tutti e tra i candidati in campo è decisamente il più “politico” senza essere divisivo, una qualità che potrebbe rivelarsi determinante in questa fase. Pesano però le parole di Matteo Salvini: «Non sarà tra i candidati della coalizione di centrodestra».

⬇️ Elisabetta Belloni

È il nome nuovo, ma pesa la delega ai servizi segreti

Direttrice del Dis, il dipartimento delle informazioni per la sicurezza, ed ex segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni è il nome nuovo per Palazzo Chigi, in grado di liberare Draghi al Quirinale e consentire alla legislatura di andare avanti. Ma potrebbe diventare il jolly pure per la corsa al Colle. Raccoglie consensi trasversali, da destra a sinistra e vanta un rapporto solido con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Tra gli ostacoli sul suo cammino c’è l’eventuale passaggio diretto dai servizi alla presidenza della Repubblica (o del Consiglio), non un bel precedente.

↔️ Maria Elisabetta Casellati

Unisce il centrodestra, ma sconta le tensioni con i senatori Pd

Prima donna a ricoprire la carica di presidente del Senato, avvocato, in Forza Italia fin dal ’94, Elisabetta Casellati è tra le proposte del centrodestra. Fedele da trent’anni a Silvio Berlusconi e vicina a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sarebbe in grado di tenere unita la coalizione, ma difficilmente potrebbe ottenere le preferenze del centrosinistra. Nel 2018 però furono i voti del M5s ad aiutarla a raggiungere la seconda carica dello Stato. Ma eravamo alla vigilia del governo gialloverde. Teso il rapporto con i senatori del Pd: a Palazzo Madama è stata spesso criticata per la gestione dell’aula e del regolamento. 

⬇️ Giuliano Amato

Su di lui nessun veto, anche se Lega e M5S restano diffidenti

Nato a Torino 83 anni fa, Giuliano Amato incarna l’identikit perfetto della riserva della Repubblica. Deputato socialista dal 1983 al 1993, è stato due volte presidente del Consiglio, due volte ministro del Tesoro e ministro per le Riforme. Quindi, numero uno dell’Antitrust e presidente della corte Costituzionale. Uomo dai mille incarichi, famoso per il prelievo forzoso sui conti correnti. Nessun partito ha esercitato un vero e proprio veto su di lui, ma dal Movimento 5 stelle e dalla Lega filtra diffidenza. Il non detto riguarda la sua età, considerata già un po’ alta in vista del settennato. 

↔️ Sergio Mattarella

Il sogno di un “bis” lascia freddi solo Fratelli d’Italia

Ha detto di no al secondo mandato pubblicamente e in più occasioni, ha iniziato il trasloco nella sua nuova abitazione romana e ha assistito alla prima votazione dei grandi elettori da Palermo. Tuttavia la politica coltiva il sogno di un suo bis. Il segretario dem Enrico Letta l’ha detto chiaramente: «Sergio Mattarella per noi sarebbe il massimo, la soluzione perfetta». Anche Silvio Berlusconi lo vedrebbe volentieri per un altro giro al Quirinale. Chi si è detta contraria è Giorgia Meloni: «Noi siamo indisponibili: la riconferma del presidente uscente non può diventare una prassi». 

(fonte: La Stampa)