Elezione del presidente della Repubblica, la diretta del voto per il Quirinale. Al via la quarta chiama. Centrosinistra vota scheda bianca. Centrodestra si astiene. Lega e FdI: “No a Casini”. Meloni: “Per noi Cassese o Belloni”

Sul tavolo i nomi di Pier Ferdinando Casini, Mario Draghi e Elisabetta Belloni. Renzi: «Si chiude venerdì». Cassese: “Il mio nome? Vivo il momento». Conte: «Immediata disponibilità a centrodestra»

ROMA. Ancora un giorno di votazione per il Quirinale: l’appuntamento è alle 11 alla Camera per la quarta chiama, che richiede la maggioranza dei voti più uno (quindi 505 e non più 673 come per i primi tre scrutini). Alle 8.30 Matteo Salvini ha convocato un vertice con gli alleati di centrodestra per decidere la strategia comune dopo che ieri Giorgia Meloni ha imposto il nome di Guido Crosetto – che ha raccolto 114 voti – e con il centrosinistra non si è trovata la quadra sul nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati, la presidentessa del Senato, asso nella manica del leader del Carroccio: il segretario dem Enrico Letta ha infatti stoppato la sua candidatura, così come il Movimento Cinque Stelle. Intanto riprende quota il nome di Pier Ferdinando Casini che incassa, come dice l’esponente dem Andrea Marcucci in una intervista a “Il Messaggero”, anche il favore del Partito Democratico. «Ho dichiarato in tempi non sospetti che Casini è un candidato in possesso di molte di quelle caratteristiche indispensabili in questa fase politica di unità nazionale: è una attestazione che confermerei oggi».
Un altro nome che resta sul tavolo è quello del presidente del Consiglio Mario Draghi, che avrebbe l’appoggio del Pd ma che, come ha ricordato Letta, è stato bocciato dal centrodestra. E, infine, rimane in piedi anche l’opzione di Elisabetta Belloni. direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Un profilo super partes, che non dispiacerebbe al segretario del Pd, Enrico Letta, e al presidente del M5S, Giuseppe Conte, e che avrebbe il supporto anche del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Belloni, infatti, era segretario generale alla Farnesina proprio con Di Maio, prima dì passare al Dis, prendendo il posto di Gennaro Vecchione, uomo voluto da Conte, prima della scadenza naturale del suo mandato. All'epoca dei fatti, il cambio Vecchione-Belloni, voluto dal premier, Mario Draghi, aveva irritato proprio Conte. Ma su Belloni stenta a decollare una convergenza. All'interno della stessa larga coalizione che sorregge il governo, infatti, ci sarebbe più di un dubbio sul dg del Dis. In particolare, all'interno della Lega e Forza Italia, ma anche di una parte del Pd, Italia viva e Leu, che avrebbero fatto notare la difficoltà di scegliere per il Quirinale un elemento di grande valore ma che viene dai Servizi. La trattativa, dunque, va avanti ma la strada si fa in salita.

No a Casini anche da FdI

«Se dovesse andare avanti la candidatura di Casini al Colle? Credo che noi non ci saremmo, non rappresenta il centrodestra e non è un uomo super partes». Così il capogruppo Fdi al Senato, Luca Ciriani, intercettato dai cronisti nel Transatlantico della Camera.

Salvini chiede doppia votazione e «candidato buono»
Anche per il segretario leghista è arrivato il momento di fare la «doppia votazione» nell’arco di un giorno. Salvini chiede poi «un candidato buono non di bandiera» mentre sulla scelta dell’astensione riflette: «Un modo per contarsi? Le prove di forza non ci interessano. Noi le proposte le abbiamo fatte. Speriamo di arrivare a un nome il prima possibile. Noi chiediamo di accelerare».

M5S chiede la conta dei suoi: «Votiamo Segre»
Secondo quanto trapela da fonti parlamentari, nel Movimento 5 Stelle corrono rumors sul fatto che una parte del gruppo, vicina ai vertici, sarebbe orientata a scrivere il nome della senatrice a vita, Liliana Segre, sulla scheda anziché lasciarla in bianco, come stabilito collegialmente con gli alleati dell'area progressista, Pd e Leu. Un modo «per contarsi» –  spiegano le stesse fonti – e capire su quante truppe la maggioranza del Movimento può contare effettivamente.

Da FdI apprezzamento per Cassese e Belloni

Secondo quanto si apprende da fonti vicine a Fratelli d'Italia, per Giorgia Meloni resta valida, e alla portata, la possibilità di esprimere un presidente della Repubblica espressione dell'area di centrodestra, su cui lavorare e al partito non dispiacerebbero i nomi di Sabino Cassese ed Elisabetta Belloni.
Alternativa da oggi vota Nino Di Matteo
«Nel ringraziare il professor Maddalena per aver accolto la candidatura alla Presidenza della Repubblica, siamo lieti e onorati d'aver sostenuto con forza il suo nome per ben tre votazioni. Mentre la maggioranza parlamentare votava scheda bianca, noi abbiamo proposto un giurista d'altissimo profilo e attorno ad esso abbiamo raccolto il consenso di tanti parlamentari. Oggi, anche considerato il suo espresso desiderio di fare un passo indietro, abbiamo deciso di proporre un altro candidato che siamo certi potrà raccogliere altrettanta stima e consenso. A partire da oggi il nostro candidato sarà il magistrato Nino Di Matteo. Una figura che così come Maddalena rappresenta a pieno i valori di difesa delle istituzioni e si pone a presidio della legalità contro tutte quelle forze che cercano da sempre di sovvertirla. Confidiamo che questo nome possa raccogliere un largo consenso tra tutti i grandi elettori che ancora oggi credono nei principi e nei valori più sacri a tutela della Costituzione e della Democrazia». Lo affermano i parlamentari di Alternativa e i parlamentari indipendenti del Gruppo Misto

Riunione lampo di Forza Italia
Una riunione lampo quella dei grandi elettori azzurri a Montecitorio. L’incontro sarebbe durato appena 10 minuti: l’unico intervento quello del coordinatore Antonio Tajani, durante il quale ha anche letto il comunicato congiunto appena diffuso al termine del vertice del centrodestra. Sempre Tajani poi ha dichiarato: «L’astensione? Un modo per far vedere che il centrodestra c’è».

Dalla 11 voto per quarta chiama

Al via nell'Aula di Montecitorio la quarta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica. Al banco della presidenza ci sono i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il quorum richiesto è da questa votazione quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio.

Ancora Cartabia per +Europa e Azione
«Dopo le prime tre votazioni, l'elezione del Presidente della Repubblica è ancora in alto mare. Lo stallo ogni giorno che passa è più pericoloso, per un paese che ha bisogno di istituzioni solide e credibili. Per questo i grandi elettori di Azione e +Europa anche oggi daranno il loro voto a Marta Cartabia». È quanto si legge in una nota della federazione Libdem che questa mattina ha riunito i suoi Grandi Elettori. "Ci auguriamo che il metodo del confronto, che noi avevamo invocato settimane fa, porti finalmente risultati all'altezza della situazione, garantendo al tempo stesso una figura alta e competente per il Colle e – cosa altrettanto importante – assicurando continuità all'azione del Governo che deve tutelare la crescita economica minacciata dall'inflazione, assicurare al nostro Paese le risorse del Next Generation Eu e proteggere i cittadini dalla pandemia», conclude la nota.

Per Azione e +Europa è ancora Cartabia
«Dopo le prime tre votazioni, l'elezione del Presidente della Repubblica è ancora in alto mare. Lo stallo ogni giorno che passa è più pericoloso, per un paese che ha bisogno di istituzioni solide e credibili. Per questo i grandi elettori di Azione e +Europa anche oggi daranno il loro voto a Marta Cartabia». È quanto si legge in una nota della federazione Libdem che questa mattina ha riunito i suoi Grandi Elettori. «Ci auguriamo che il metodo del confronto, che noi avevamo invocato settimane fa, porti finalmente risultati all'altezza della situazione, garantendo al tempo stesso una figura alta e competente per il Colle e – cosa altrettanto importante – assicurando continuità all'azione del Governo che deve tutelare la crescita economica minacciata dall'inflazione, assicurare al nostro Paese le risorse del Next Generation Eu e proteggere i cittadini dalla pandemia», conclude la nota.

Cassese: «Vivo il momento “as usual”»
Contattato dall’Adnkronos, il giurista Sabino Cassese risponde alla domanda sulla possibilità che possa essere uno dei candidati al Colle: «Il mio nome? Vivo il momento “as usual”».
Nuovo vertice del centrodestra nel pomeriggio
Oggi dopo il voto ci sarà un nuovo vertice del centrodestra. Lo si apprende da fonti parlamentari. Il vertice potrebbe imprimere una ulteriore accelerazione alla soluzione del rebus Colle.
Centrosinistra vota scheda bianca
Anche la coalizione di centrosinistra ha preso una decisione sul voto, dopo il vertice tra Pd, M5S e LeU: voterà ancora una volta scheda bianca. «Coerentemente con quanto chiesto e fatto nei giorni scorsi, riconfermiamo la nostra immediata disponibilità ad un confronto per la ricerca di un nome condiviso super partes, in grado di rappresentare tutti gli italiani. Nel frattempo in questa votazione voteremo scheda bianca», così M5S, Pd e Leu in una nota congiunta dopo il vertice delle tre delegazioni. «In questo Parlamento in cui non c'è una maggioranza di centrodestra o di centrosinistra perché si riesca ad eleggere come tutti noi vogliamo e come i cittadini italiani vogliono un presidente della Repubblica o una presidente della Repubblica c’è bisogno che non ci sia nessuno vincitore o dei vinti, bisogna che tutti si concorra a una soluzione senza vincitori e vinti, se non si esce da questa logica credo che non ci si riuscirà», ha detto il segretario del Pd Enrico Letta arrivando a Montecitorio per il vertice con M5S e Leu prima dell'avvio della quarta giornata di votazioni. «Mi sembra che nelle ultime ore dei passi avanti si siano fatti quindi io guardo le cose con fiducia e ottimismo proprio perché si sta andando verso una logica di dialogo ed è l'unica possibilità: né vincitori né vinti, dialogo e soluzione».

Venerdì probabile doppia votazione
Da più parti – Iv, centrosinistra e in ultimo anche LeU – arriva la richiesta di procedere da domani con la doppia votazione quotidiana. Ma al momento, viene spiegato da fonti di Montecitorio, non sono previste convocazioni della conferenza dei capigruppo e, quindi, non vi è alcuna novità in merito.

La carta Casellati
Se per Salvini serve un allargamento di campo, per Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia, la scelta dell’astensione ha invece uno scopo chiaro: «Abbiamo deciso obtorto collo di astenerci per non far diventare Casellati un candidato di parte». Cosi' Ignazio La Russa al termine del vertice di centrodestra. Stando a quanto riferisconto fonti interne, invece, chi non ha preso bene la decisione dell’astensione sarebbe stata Giorgia Meloni. 

La telefonata di Grillo a Di Maio
Ma è vero che Di Maio ha telefonato a Grillo per convincere Conte a dire sì a Draghi? «No, fermi tutti, deve essersi trattato di un’informazione veicolata in modo errato dallo staff di Conte. Ma ci sta, forse è stata colpa della stanchezza, del resto sono giornate intense. Li conosco e sono certo che hanno agito in buona fede. In verità è stato Grillo a chiamare Di Maio e non viceversa», risponde Giuseppe Marici, portavoce del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, interpellato dall'Adnkronos in merito alla triangolazione di telefonate Conte-Grillo-Di Maio, riportate oggi su alcuni organi di stampa. Ma cosa si sono detti? Hanno parlato di Draghi? «Grillo voleva il quadro della situazione sul Colle da Di Maio, perché dall'esterno c'era un po' di confusione su come si stava muovendo il Movimento. Ma, come accade ogni volta che Grillo chiama Di Maio, tutto avviene nella massima riservatezza, perché Beppe chiede di essere lasciato fuori da queste cose e Luigi è molto rispettoso di Beppe. Non vi dirò mai cosa si sono detti, meglio evitare», conclude Marici ridendo.

Dal centrodestra astensione
Si è concluso dopo oltre un’ora il vertice del centrodestra, da cui emerge la volontà di «proporre la disponibilità a votare un nome di alto valore istituzionale». E annuncia anche che «per consentire ai grandi elettori di superare veti e contrapposizioni – e convergere per dare all’Italia un nuovo presidente – la coalizione ha deciso di dichiarare il proprio voto di astensione nel voto odierno». Tuttavia, «il centrodestra è pronto a chiedere di procedere domani con la doppia votazione». Dei 1009 grandi elettori, 453 sono del centrodestra. “Astensione” significa che i grandi elettori risponderanno alla chiama, si avvicineranno alla Presidenza e diranno ai segretari «astenuto» senza ritirare la scheda. Dopo il summit con gli alleati, Matteo Salvini vede dirigenti del partito e i capigruppo della Lega. La mossa dell’astensione sarebbe stata spiegata, secondo quanto riporta l’Adnkronos, da Salvini agli alleati come un modo per «prendersi un’altra giornata perché voglio allargare il campo del centrodestra e trovare un nome di altro profilo istituzionale...».

Il vertice del centrodestra
Convocato per le 8.30 il vertice del centrodestra, rimandato da ieri sera. «Non abbiamo mai posto veti nei confronti di chicchessia, non vedo lo stesso garbo da parte di altri: in democrazia ognuno è legittimato a fare il capo dello Stato. Non c’è né vittoria né sconfitta per nessuno. È tramontato il candidato del centrodestra, come quello di centrosinistra», ha detto il coordinatore di Fi, Antonio Tajani, arrivando al vertice del centrodestra e aggiungendo che «alle 10 si terrà una riunione dei grandi elettori di Forza Italia». Tajani ha poi rassicurato sulle condizioni di salute di Silvio Berlusconi: «Sta bene, gli ho illustrato la situazione. Ora valuteremo». Intanto Matteo Salvini, entrando al summit, garantisce: «Io lavoro per una proposta di centrodestra». E sul ruolo di Mario Draghi, ancora una volta il leader della Lega ha ribadito che «è prezioso lì dov’è. Non faccio giochini su Palazzo Chigi». E torna sui nomi, usciti anche dall’area di centrosinistra: «I nomi non si fanno sui giornali, alla sinistra non va bene nessuno». Ancora, sul nome di Pier Ferdinando Casini, il leader del Carroccio ricorda che «è stato eletto con il Pd». Mentre sui tre nomi sul tavolo – Belloni, Draghi e Casini, ha commentato con un «leggo tanti nomi interessanti, che non sono di centrodestra». - E ha rilanciato: «Abbiamo dei nomi di assoluto livello. Non penso che il centrodestra, che rappresenta decine di milioni di italiani, debba dimostrare niente a nessuno e che solo a sinistra ci siano profili morali, istituzionali in grado di aspirare alla più alta carica dello Stato. La via maestra rimane sempre quella che i numeri e il consenso popolare e trent’anni di storia politica ci chiedono. Son trent’anni che la sinistra propone dispone e impone sul Quirinale».
Ieri intanto il leader leghista ha «sentito Mario Draghi: abbiamo parlato di crisi Ucraina e di caro energia, non di poltrone. Sì – ha detto – è il mio presidente del Consiglio, ci sono venti di guerra ai confini dell'Europa, oggi i container in partenza dalla Cina sono arrivati a 15 mila dollari, per le imprese italiane i costi di logistica stanno diventando insostenibili, i costi del carburante, luce e gas sono insostenibili, è chiaro che io tutti i giorni parlo col presidente del Consiglio, non di poltrone ma di qualità della vita degli italiani».

Tempi dell’elezione
«Io credo che non si chiuderà oggi, ma si chiuderà domani». A dirlo il leader di Italia Viva Matteo Renzi, a Radio Leopolda.

Girandola di riunioni
Secondo quanto si apprende, è in programma alle 10,20 una riunione dei grandi elettori M5S. Pd, M5S e Leu torneranno a vedersi prima dell'inizio della quarta giornata di voto per il presidente della Repubblica. 

Verso il quarto giorno di schede bianche
Anche per la giornata di oggi alcuni partiti sarebbero orientati a votare nuovamente scheda bianca. Tra questi Il Pd, che potrebbe poi tenere una riunione nel pomeriggio, e anche Italia Viva.

Conte vuole un presidente «non» di parte
Torna a ribadire la necessità di un «presidente non di parte» il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte, che rimarca: «Nessuno schieramento può pensare di eleggere un presidente suo». L’ex presidente del Consiglio ha anche detto di «aspettare l’esito del vertice del centrodestra» e, anzi, rimarca: «Il fatto che già ieri le forze di centrodestra non siano riuscite a ritrovarsi per un confronto non promette bene».

Il summit del centrosinistra
Iniziato alle 10, alla Camera un vertice di Pd, M5S e Leu in vista del quarto scrutinio in Aula per l'elezione del Presidente della Repubblica.

Il voto a Manconi
«I parlamentari di Europa Verde e Sinistra italiana voteranno Luigi Manconi anche alla quarta chiamata per l'elezione del Presidente della Repubblica» lo rendono noto i co-portavoce nazionali di Europa Verde Eleonora Evi e Angelo Bonelli e il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. «Di fronte allo stallo che permane e alle continue forzature del Centro Destra pensiamo sia ancor più importante ribadire con la nostra proposta la necessità di indicare un profilo fortemente ancorato ai valori democratici e a una lettura della Costituzione in grado di mettere al centro del dibattito la difesa dei diritti, delle libertà e del clima».

(fonte: La Stampa)