Il caldo luglio del premier aspettando l'autunno rovente

Giuseppe Conte

Il caldo luglio del premier Conte si presenta, stranamente, al suono di tamburi lontani. Quelli della battaglia per la successione di Mattarella al Quirinale, e stiamo parlando del gennaio 2022, tra diciotto mesi. Ma tra un anno si entrerà nel semestre bianco che metterà al riparo questa maggioranza fino alla fatidica scadenza. Bene, le voci che girano dicono che il M5S non sarebbe poi così pronto a votare un candidato del Pd per il Colle più alto. Embè, direte voi? Un momento...

La politica, si sa, è fatta anche di segnali e di messaggi. E qui se ne lanciano due. Con il primo si annuncia che potrebbe incrinarsi l'edificio costruito dieci mesi fa proprio per arrivare uniti contro la destra di Salvini all'elezione del presidente della Repubblica: a rischio crollo. Con il secondo si dice a nuora perché suocera intenda: insomma, si parla del dopo Mattarella, ma si pensa alle più vicine Regionali. Appuntamento al quale sono legati molti destini politici.

Per capirci: se il Pd non riuscisse a fare alleanze forti nelle Regioni a rischio e dovesse addirittura perdere postazioni, ecco ricominciare la danza di guerra dei nemici interni di Zingaretti; e se il M5S lasciasse trasparire una certa sudditanza alle scelte del Pd, ecco soffiare più forti i venti scissionisti; in quanto a Renzi, è convinto che solo pungolando e provocando può rinforzare il suo ruolo che è forte in Parlamento, ma insignificante nei sondaggi. E se s'indeboliscono gli azionisti dell'alleanza giallorossa, s'indebolisce anche Conte.

Il guaio è che, oltre alle Regionali, molti altri sono gli appuntamenti-trappola in agenda. È importante che la presenza italiana al vertice europeo del 17 luglio prossimo, dove si discuterà di Recovery fund e dintorni, sia accompagnata e rafforzata da un voto parlamentare. Finora rinviato perché su di esso incombe lo spettro del Mes, che spacca i Cinque Stelle. Per non dire della necessità che il Parlamento dica sì all'ulteriore scostamento di bilancio necessario per far quadrare i conti del dopo pandemia. E si prepari poi alla successiva, delicata sessione di bilancio. Un voto dopo l'altro: mentre al Senato continua la diaspora grillina.Tensione.

Nervosismo. Eppure non bisognerebbe distrarsi dagli affari di governo e dalle misure per la ripresa, viste le previsioni del Fmi sul pil italiano (-12, 8) e la possibilità (l'allarme è del neo presidente della Confidustria, Bonomi) che l'autunno certifichi la perdita di un milione di posti di lavoro. Ma l'agenda è implacabile: ecco, ancora a settembre, il referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Accompagnato dall'inevitabile, complessa discussione sulla nuova legge elettorale. Un calendario da sudori freddi. Magari il governo Conte, al quale non ci sono ora alternative possibili, continuerà a traballare pur restando in piedi. Anche se con quei numeri risicati al Senato e altre fughe possibili, a un luglio caldo seguirà un autunno rovente.

 

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