Via al raccolto del riso, il consumo in Italia è aumentato del 16%

La Coldiretti: cresce però anche l’import dall’Asia, che fa concorrenza sleale alla nostra produzione

E’ cominciato il raccolto del riso, in un 2020 che si è rivelato favorevole al settore; e il coronavirus, paradossalmente, ha dato una mano, perché gli italiani, costretti a rimanere chiusi in casa, hanno preferito i piatti della tradizione, e in particolare hanno apprezzato il riso: gli acquisti sono aumentati del 16%. Lo rivela un'analisi della Coldiretti relativa al primo semestre su dati Ismea. La stessa Coldiretti denuncia il lato oscuro della faccenda, cioè l’invasione di riso proveniente dall’Asia «che ha saturato il mercato, facendo concorrenza sleale ai coltivatori italiani».

Lo studio cita l’esempio del Myanmar (ex Birmania) che «nel 2020 ha aumentato del 44% le esportazioni di riso di varietà Japonica in Italia e continua a godere delle esenzioni tariffarie che erano state, invece, sospese per la varietà Indica». In aumento del 17% anche le importazioni dal Vietnam, «destinate ad aumentare ancora per l'entrata in vigore nell'agosto scorso dell'accordo di libero scambio con la Ue che comporta l'ingresso a dazio zero di 80 mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico».

La Coldiretti sottolinea che nel settore del riso l'Italia è il primo produttore dell’Unione europea con 228 mila ettari coltivati (+4% quest'anno) e 4 mila aziende che raccolgono 1,5 milione di tonnellate di risone, con 200 varietà tra le migliori del mondo: si va dal Carnaroli, il "re dei risi", all'Arborio e al Vialone Nano, primo riso Igp, passando per il Roma e il Baldo.

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