Calcio scommesse, "avvisi" a 5 ex spallini

Massimiliano Longhi e Sergio Pellissier esultanti ai tempi della Spal

La vecchia società coinvolta di riflesso: "quelli di Cervia" dicevano di averla in mano

FERRARA. Tra i destinatari degli avvisi di chiusura delle indagini nell'inchiesta sul calcioscommesse della Procura di Cremona c'è anche il commissario tecnico della Nazionale azzurra, Antonio Conte. Per l'allenatore l'accusa è di frode sportiva, in relazione ad alcune partite degli anni in cui sedeva sulla panchina del Siena. Gli avvisi, firmati dal procuratore Roberto di Martino, sono 130 in tutto. Nella lista dei destinatari figurano anche alcuni ex spallini, coinvolti a vario titolo: si tratta di Mauro Gibellini (che della Spal è stato uno dei giocatori più popolari in assoluto), Angelo Alessio (trainer biancazzurro all’epoca della presidenza Tomasi), Leonardo Rossi (alla Spal prima come giocatore poi come allenatore), Massimiliano Longhi e Sergio Pellissier (questi ultimi due compagni di squadra alla Spal nel 2000/2001 e nel 2001/2002). Va subito sottolineato che nulla di quanto contestato agli ex ha riferimento a fatti accaduti durante il loro passaggio spallino, antecedente gli episodi incriminati. Si tratta di altre fasi della loro carriera (per Longhi addirittura al termine della stessa), altre partite, altri episodi. All’epoca delle questioni incriminate, erano tesserati per altre società.
In assoluto, poi, la Spal (e si badi bene che si parla della Spal di anni addietro, non certo della 2013) non risulta coinvolta nell’inchiesta, se non di riflesso. Tra le partite finite sotto la lente della Procura di Cremona figurano infatti le ormai arcinote Cremonese-Spal del 6 settembre 2010 e Spal-Cremonese del 16 gennaio 2011: l’ex portiere grigiorosso Marco Paoloni, nelle sue presunte attività illecite atte ad alterare i risultati di alcune gare, avrebbe preso accordo con i suoi referenti per puntare sulla sconfitta della Cremonese, ma la partita del gennaio 2011 finì 1-1 e da lì iniziarono i guai di Paoloni con i suoi interlocutori. Tra le gare oggetto di indagine, anche quella d’andata, finita 4-1 per i biancazzurri. All’epoca si parlò di un flusso anomalo di scommesse.
Piuttosto, nelle carte del procuratore Roberto di Martino, si legge che Cristiano Doni, all’epoca capitano dell’Atalanta utilizzava il supporto costante di un suo “gruppo di Cervia”, ed emerge che l’11 febbraio 2011 alle 16,17 Erodiani chiedeva a Parlato (un altro degli indagati) se quelli di Cervia «la partita della Spal te la danno lo stesso». Alle 18,11 Parlato confermava ad Erodiani che «la Spal ce l’ha Cervia». E il 12 febbraio alle 11,40 Parlato osservava con Erodiani che quelli di Cervia «sono convinti di sto cazzo di Spal… si fidano ciecamente di quelli della Spal…perché quelli della Spal tirano fuori 20.000 € con assegno».

Cosa significa, si scoprirà. Forse.