Il Treviso ai ferraresi guidati da Masieri

L’ex assessore allo sport: «Sì, è fatta, venerdì la presentazione» Ma non vuol sentir parlare di rivalse e non molla la Maratonina

FERRARA. Il dado è tratto, mancano solo le ultime firme, ma il Treviso calcio diventa “ferrarese”: a confermarlo è Luciano Masieri, già assessore comunale allo sport di Ferrara e ora a capo della cordata estense che sta per subentrare nella proprietà.

«La firma sarà all’inizio della prossima settimana - spiegava ieri lo stesso Masieri -, la lettera dell’amministrazione comunale che ci assegna la gestione dello stadio è arrivata alle 14.05 di oggi. Avevamo condizionato la firma per l’acquisto della società al fatto che la giunta ci concedesse la gestione, ora che è arrivata, ho fatto chiamare il proprietario del Treviso per perfezionare la cessione. A breve seguirà la presentazione alla città del progetto sportivo».

Dunque, il Treviso calcio è in mano ferrarese: «La possiamo dare per fatta - conferma Masieri -, lo scoglio più grosso è stato superato. L’accordo con l’attuale proprietario lo avevamo già trovato, era solo condizionato a questo passaggio: dobbiamo tener fede al preliminare firmato oltre un mese fa da ambo le parti».

Per Ferrara, però, Masieri era e rimane, anzi tutto, l’uomo della Maratonina d’Inverno, gara che si corre nella “sua” San Bartolomeo in Bosco: «E continuo a essere l’uomo della Maratonina d’Inverno, sono al lavoro per organizzare la prossima. Ferrara, però, mi ha conosciuto anche come assessore allo sport e, in quella veste, ho sempre considerato tutte le discipline allo stesso livello».

Un’esperienza che ha portato Masieri ad avvicinarsi molto di più al mondo del calcio, dovendo affrontare problematiche “pesanti” in riferimento alla Spal, eppure non venne confermato nel suo ruolo di giunta, così qualcuno adesso vede questa sua nuova avventura trevigiana come una sorta di rivalsa andata a cercare lontano dalla sua città: «No, nessuno spirito di rivincita, non sono per queste ripicche. Sono da sempre un grande tifoso della Spal e sono contentissimo che sia arrivata in B. Anzi, credo che se è arrivata lì, almeno per il 50% il merito sia anche mio: l’operazione Colombarini è stata possibile perché io ho convinto Roberto Benasciutti a non iscrivere la Spal al campionato e il sindaco i Colombarini a subentrargli».

Dunque, la questione Treviso calcio ha tutt’altre origini: «Quando c’è stata offerta questa possibilità, ho messo insieme un po’ di persone e cercato di capire se era alla nostra portata. Treviso è ancora una realtà economicamente forte, alcuni sponsor hanno già dato la loro disponibilità a sostenere questo gruppo, perché è serio. Inoltre, abbiamo la fortuna di avere delle persone estremamente competenti a livello dirigenziale, ma anche per quanto riguarda l’aspetto tecnico: io ho detto loro che il mio apporto lo posso dare, dal punto di vista tecnico ne so quel che ne so, men che meno conosco il calcio nel Veneto, ma dal punto di vista organizzativo e gestionale posso dare il mio contributo, nella certezza di avere a che fare con persone molto serie. Poi, Treviso è una città fantastica, leggermente più piccola di Ferrara, che stupisce ogni volta che ci vai. Non ho intenzione di trasferirmi, andrò avanti e indietro, ma quest’avventura mi stimola molto: mi piacerebbe far bene».

Masieri, come detto, rappresenta una cordata: «L’avvocato Massimiliano Vissoli diventerà il nuovo presidente, altri componenti e sponsor hanno chiesto riservatezza finché tutte le firme non saranno al loro posto, ma è questione di giorni. Per venerdì prossimo ho chiesto all’assessore allo sport di Treviso di organizzare una conferenza stampa per presentare la società, le nostre idee».

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