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Spal, arriva la super Roma. Servono energie fresche

Terza gara in sette giorni, la squadra ha speso tanto a livello fisico e nervoso

FERRARA. Il Chievo ti spolpa. Ti prosciuga di energie. Ti irretisce. Ti fa giocar male. Ne sa qualcosa il Napoli, che ha vinto in extremis e non si sa come. Ne sa qualcosa la Spal, che l’altra sera, dopo averle tentate tutte nel primo tempo, nella ripresa non ha più avuto risorse per venire a capo dell’equazione pandorina. Lenta, prevedibile, sfilacciata, incapace di innescare Lazzari, di contrastare ed impostare a centrocampo, di dare corpo all’azione. Diciamolo: più passavano i minuti e pi ...

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FERRARA. Il Chievo ti spolpa. Ti prosciuga di energie. Ti irretisce. Ti fa giocar male. Ne sa qualcosa il Napoli, che ha vinto in extremis e non si sa come. Ne sa qualcosa la Spal, che l’altra sera, dopo averle tentate tutte nel primo tempo, nella ripresa non ha più avuto risorse per venire a capo dell’equazione pandorina. Lenta, prevedibile, sfilacciata, incapace di innescare Lazzari, di contrastare ed impostare a centrocampo, di dare corpo all’azione. Diciamolo: più passavano i minuti e più si aveva la sensazione-timore che se un gol dovesse uscire, sarebbe stato dei veronesi. Che ci sono andati vicini, e che dopo una prima frazione di affanni e puro e semplice ed ostruzionistico contenimento (22 falli a 12 a fine gara!) hanno poi preso il controllo (a modo loro, il possesso finale è stato 56% a 42, per la Spal ovvio). Morale: è uscito un pareggio.

Che in casa Spal, forse, in fondo in fondo non è dispiaciuto. Perchè ha alimentato la serie utile e perchè ha evitato un’eventuale sconfitta che sarebbe stata devastante sotto ogni punto di vista. Al contempo, il punto non ha migliorato il volto della classifica, anche perchè - in contemporanea - il Crotone ha bloccato la Juventus. Da tifosi è lecito dolersene, da analisti non bisogna gridare allo scandalo, alla sorpresa, già che i bianconeri dell’ultimo periodo hanno presentato più di un’oscillazione ed anche a Ferrara con la Spal non sono andati oltre il pareggio. Biancazzurri e calabresi se la giocheranno fino all’ultimo. La lotta per evitare il quartultimo posto è e sarà affar loro, per quanto lo stesso Chievo ed il Cagliari siano lì vicine. Sul Sassuolo è meglio non far affidamento, quanto all’Udinese è legata al risultato di domenica proprio contro il Crotone. Bisognerà tifare per i friulani, affinchè la Spal possa mantenere - o incrementare - l’attuale vantaggio di un punto (cui bisogna sommare la supremazia negli scontri diretti che varrebbe in caso di arrivo fianco a a fianco) sulla squadra di Zenga. Essendo davanti, il destino dei biancazzurri è ancora nelle loro mani. All’esterno si può, è naturale, dare un’occhiata al cammino delle rivali, pensare a cosa potranno combinare, ma la Spal, al proprio interno, deve pensare solo a se stessa, ai propri impegni, alla propria strada.

La vittoria sul Chievo sarebbe stata quanto mai opportuna e avrebbe cambiato le carte in tavola. Non è arrivata e la brillante serie di otto risultati utili di seguito viene così un po’ frustrata dalla mancanza di un successo che manca da un mese e mezzo (1-0 al Bologna il 3 marzo). Ma non la si può sminuire, tutto il contrario. La continuità può fare la differenza. Ora c’è la prova del nove, domani alle 15 al “Mazza” contro la Roma. Durissima. A priori nessuno sputerebbe sul settimo pareggio consecutivo, ma guai mettere limiti. Chissà che i giallorossi, tra qualche litigio interno, qualche condizione di forma individuale non al top e la distrazione Liverpool, non possano concedere qualcosa, dipenderà anche da chi faranno giocare a Ferrara.

Di certo la Spal per succhiare latte vitale dalle mammelle della Lupa dovrà rigenerarsi. Attingere a nuove energie, fisiche e mentali. Terza gara in sette giorni, usura atletica e non solo. Resettare e ripartire. Per continuare la serie utile. Opportuno immettere forze fresche. Vediamo quali. Bisognerà vedere se Costa, dopo l’infortunio di Firenze ed il forfait di mercoledì sera, sarà recuperabile ed in grado di giocare. Per passo, frequenza, vitalità, sarebbe l’ideale per essere contrapposto all’Under della situazione o a chi giocherà da quella parte. Poi, il centrocampo. Dopo il riassaggio di clima agonistico col Chievo (una ventina di minuti), è prevedibile che Schiattarella torni dall’inizio: centrale in luogo di Viviani (come prima dell’infortunio e come accaduto mercoledì all’atto del cambio) o mezz’ala? Votiamo per la prima ipotesi. Quindi, Everton Luiz. A riposo col Chievo, la sua aggressività, il dinamismo, la capacità di contrasto, la robustezza, potrebbero essere carta importante contro una mediana romanista che dal trio Gerson-Gonalons-Pellegrini potrebbe passare ai feroci titolarissimi Nainggolan-De Rossi-Strootman. L’altra maglia sarebbe questione di uno tra Grassi e Kurtic, rientrati col Chievo ma non ancora al top: gestirli sarà importante. Davanti, Antenucci è messo a dura prova dal lavoro titanico che sbriga, ma è il migliore ed è difficile immaginare che si possa rinunciare al trascinatore. Piuttosto, vedremo se sarà contemplata l’ipotesi Bonazzoli: giovane, fresco, bravo, entrato bene col Chievo. Servirà una Spal di gamba, e con mente sgombra.