«Adesso niente calcoli ma tre punti domenica Everton e Costa super»

FERRARA. Maurizio Natali a Ferrara è per tutti "il direttore". Lunga esperienza nel mondo del calcio, lavoro per tanti club, osservatore, consulente, direttore sportivo, e profondo conoscitore dello...

FERRARA. Maurizio Natali a Ferrara è per tutti "il direttore". Lunga esperienza nel mondo del calcio, lavoro per tanti club, osservatore, consulente, direttore sportivo, e profondo conoscitore dello sport.

Domenica scorsa era a Verona (con Riccardo Cervellati) per assistere a Hellas-Spal: partendo dalla sfida del Bentegodi, con lui abbiamo fatto un punto a tutto campo sul finale di campionato e sulle prospettive-salvezza della squadra biancazzurra.


Natali, che Spal ha visto al Bentegodi?

«Ho visto, come tutti, una Spal che nel primo tempo ha fatto molta fatica. Il pareggio arrivato in quel modo, ormai al 49' della prima frazione, a recupero quasi scaduto, ha rianimato la squadra ed è stata la cosa migliore che potesse succedere. La Spal era in una fase di difficoltà realizzativa, il Verona è riuscito a farsi gol da solo. Da quel momento la partita è cambiata e di certo mister Semplici nell'intervallo ci ha messo del suo. La Spal è rientrata con un altro piglio e poi ha trovato meritatamente il vantaggio; il Verona nel secondo tempo non ci credeva più, dopo il gol di Felipe ha mollato».

Cosa è successo nel primo tempo alla Spal, un problema di testa?

«Nel calcio contano sì le gambe e la corsa ma la testa è sempre l'aspetto principale. Se si è pesanti mentalmente, poi si fa fatica anche a correre. C'era tensione, dopo è arrivato quel regalo meraviglioso che ha cambiato il quadro. Quell'autogol può essere il momento decisivo del campionato della Spal».

Chi le è piaciuto di più?

«Penso che Costa abbia fatto una grande partita, sembrava un Lazzari mancino. Mi è piaciuto molto anche Everton Luiz che inseguiva tutti, è il suo mestiere».

Ed ora c'è Spal-Benevento: gara da affrontare in che modo?

«Partita da prendere con il massimo delle attenzioni. Abbiamo visto che il Benevento regala niente a nessuno, ha fatto tre gol all'Udinese, ha vinto a San Siro contro il Milan e ha fatto una grande figura anche con la Juventus. Serve grande concentrazione e bisogna avere l'approccio di quando si gioca contro una big. Ne possono succedere di tutti i colori, in questo finale di campionato».

Che valutazione dà del calendario della Spal con Benevento, Torino e Sampdoria da affrontare?

«Penso che sia il calendario migliore che ci possa essere. Premesso che nessuno regala nulla, comunque meglio affrontare squadre come il Torino che non hanno più nessun obiettivo piuttosto che altre formazioni in lotta per l'Europa. Sulla Sampdoria si fa fatica a valutare ora: dipende da tanti fattori e se sarà ancora in lotta per l'Europa League. Comunque, la Spal non deve badare troppo a queste cose, oggi sarebbe salva e deve pensare a mantenersi in questa posizione. Il destino della Spal è nelle sue mani».

È ottimista sulla salvezza dei biancazzurri?

«Certo. Lo ero prima di Verona, figuriamoci adesso. Ora bisogna resettare tutto quanto è successo fino a questo punto, non servono tabelle o calcoli, serve solo andare in campo decisi contro il Benevento per conquistare tre punti fondamentali».

Come valuta la situazione delle avversarie della Spal?

«Ho visto in tv il Sassuolo a Crotone e lasciamo stare sul tipo di partita che "non" ha fatto... Il Cagliari lo vedo in una posizione molto difficile e non ha per nulla un bel calendario, con le gare con Roma, Fiorentina e Atalanta, oltre a non essere molto in forma. L'Udinese ha cambiato allenatore e di solito in questi casi c'è una scossa, in più ha un calendario molto abbordabile. Poi c'è la partita chiave di tutto che è Chievo-Crotone. A questo punto, forse, alla Spal converrebbe la vittoria dei calabresi, perchè battendo il Benevento andrebbe a +4 sul Chievo e a due turni dalla fine è tanta roba. In quel modo ci sarebbe la certezza che vincendo una sola delle ultime due ci si salverebbe».

Se dovesse puntare 1 euro chi giocherebbe come terza retrocessa con Verona e Benevento?

«Crotone. Perchè se non vince a Verona poi ha due partite molto complicate contro Lazio e Napoli. E il Chievo è una squadra di esperienza e in una gara importantissima come quella di domenica è avversario duro da battere».

Andrea Tebaldi