Stadio Mazza, sì ai lavori con piano B

Ferrara. Il consiglio comunale approva la terza ristrutturazione a maggioranza e non senza polemiche

Lavori allo stadio, ecco la situazione

FERRARA. Ultimo stralcio approvato, spesa di 3 milioni stanziata, ma vecchie polemiche che riemergono. Ieri il consiglio comunale ha dato il via libera ai lavori allo stadio “Paolo Mazza”, nelle due varianti A e B, non solo intese come piani, ma anche come categoria che la Spal dovrà affrontare la prossima stagione. Un dettaglio non trascurabile, visto che nella riunione di giunta che ha preceduto l’assise cittadina il piano B mancava: nessuno, anche per scaramanzia, la voleva prendere in considerazione, ma era un atto dovuto. Forse già domenica 13 maggop la si potrà scartare, ma, a ieri, andava messa nel conto delle possibilità.

Non è stato questo, comunque, a scaldare gli animi, ma la riproposizione di analisi e considerazioni trite e ritrite. Dopo la breve illustrazione dell’assessore Roberta Fusari della delibera, riassumendo gli interventi a curva ovest (ampliamento e copertura), gradinata (copertura), totale rifacimento curva est con demolizione della casa del custode, e lavori accessori con rifacimento della recinzione e spostamento dei piloni dell’ingresso storico, si è scatenata la bagarre. Il tutto per portare a oltre sedicimila i posti per il pubblico e ottenere l’omologazione della struttura per la serie A (quest’anno è stata affrontata in deroga).

«Nulla di nuovo - ha specificato la Fusari -, ma la variante che consente il completamento dei lavori previsti e autorizzati dalla commissione di vigilanza nel giugno 2017, e nulla in contrasto con il Psc, ma una variante che interviene su tempi e procedure, adeguandosi a modalità e tempistiche in cui si può intervenire sullo stadio».

Dopo le ulteriori delucidazioni dell’assessore Aldo Modonesi, in particolare proprio su quel piano B, «perché la Figc prevede l’adeguamento alla nuova normativa anche per questa categoria», sebbene in quel caso l’esborso comunale scenderebbe dai 3 milioni a 2 e poco più.

È stato il primo intervento, quello di Francesco Rendine (Gol), a scaldare l’aula, partendo dall’ardito parallelismo ospedale-stadio: «Si è costruito a Cona perché in città non c’era spazio per i parcheggi, perché non portare fuori dal centro anche lo stadio?», ha iniziato la sua giaculatoria, portando poi ad esempio virtuoso le scelte adottate a Udine e a Bergamo, passando poi ad accusare l’amministrazione di non avere progettualità e visione futura della città, sino a farsi portavoce dei diritti lesi ai cittadini della Gad che vedono svalutate le loro proprietà, fino ad evocare tempi in cui si investiva danaro pubblico con prospettive di 20, 30, 40 anni. «Per sempre!», ha esclamato il consigliere Leonardo Fiorentini (Si), smorzandone così un po’ l’abbrivio.

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Ed è stato proprio lo stesso Fiorentini, poi, a lamentare la riproposizione di un dibattito già sentito giusto un anno fa, «con le stesse inesattezze», ha rinfacciato a Rendine, ribattendo puntualmente agli esempi sbagliati di Udine e Bergamo portati all’attenzione del consesso da Rendine. Cifre alla mano, l’esponente di Si ha contestato la ricostruzione del collega, per arrivare alla conclusione che un nuovo stadio costerebbe assai di più (circa il doppio) di quanto prospettato dal collega seduto sui banchi di rimpetto.

A precederlo, Claudio Fochi per il Movimento 5 Stelle, che ha interrogato su quali sinergie ci saranno fra stadio e quartiere , chiedendo un percorso virtuoso. Sempre per i grillini, intervento anche di Alessandro Bazzocchi, puntuale e propositivo: «Il problema - ha detto - è la permeabilità sociale dello stadio. È una struttura della città, di tutti, non può essere aperto per una trentina di partite all’anno e basta, ma anche ad altre iniziative: qualcosa va rivisto».

Alessandro Balboni (FdI) ha lamentato la mancanza di un tessuto imprenditoriale che potesse far spostare lo stadio fuori città, gli ha replicato Alberto Bova (Ferrara concreta), portando il discorso all’estremo: «Vogliamo che la Spal giochi a Ferrara? Se sì, dobbiamo farci carico delle spese straordinarie, che spettano al proprietario della struttura. In alternativa, serve uno stadio nuovo: il Comune non ha i soldi per farlo e nemmeno penso che dovrebbe comunque spenderne così tanti per uno stadio, oppure interviene un imprenditore, anche al di fuori della Spal, ma non c’è».

Ancora interventi, poi il voto d’approvazione.(s.a.)

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