Dal volo dell’aquila allo sprint tutto cuore Storia di una salvezza

Avvio sprint della Spal: pari in casa Lazio e Udinese ko Poi l’inverno buio. Ma a primavera la grande reazione

FERRARA. Quella notte... volava l’aquila Olimpia, planando su un tappeto di emozioni. Venti agosto 2017, stadio Olimpico: la Spal tornava a giocare in serie A a 49 anni dall’ultima volta. Una serata magica. E se non a Roma, dove altro? In casa spallina era appena arrivato Borriello, in quella laziale la Supercoppa: Juventus demolita la settimana prima. Per la Spal, il debutto, appariva qualcosa di grande. Avvio con la timidezza di chi è un remigino, insicuro e senza punti di riferimento. Lazio a pancia piena, lenta. Spallini via via sempre più a testa alta: giro palla e presa possesso del campo. La scoperta Gomis, la tenuta dell’imberbe Vaisanen. La voglia di dare qualità alla manovra come in B. La zazzera di Mora sulla fascia contraltare alla malinconia di Antenucci in panca. Ne esce uno 0-0 che fa alzare i pugni al cielo a mister Semplici. Ed è un’altra notte afosa e stellata che stordisce e un po’ inganna. Una seconda “prima volta” che sembra un bijoux: il Mazza restaurato appare intimo e solido. La Spal assalta l’Udinese e Borriello spara un destro nell’angolino. Sembrava l’avvio di un matrimonio radioso. Sembrava... Sarà l’unico acuto del Marcone che avrebbe dovuto essere leader e bomber. Intanto Udinese abbattuta da un abbagliante destro a giro di Rizzo al 94’.

Le sberle delle big


Settembre è il mese delle prime sberle, ma se alcune sono in fondo attese e arrossano solo le guance (Inter e Milan a San Siro) quella col Cagliari è la prima a sporcare un po’ questa sorta di luna di miele. Spal bellina e coraggiosa con le milanesi (doppio 0-2 con tre rigori contro), brutta e bloccata col Cagliari. Ahi ahi: i sardi sono tuoi competitor e se uno scontro diretto ti paralizza... Il mese lo chiude il Napoli e contro una grande la solita immensa prestazione. Con beffa ed ingenuità: finisce 2-3 ma il pari sarebbe stato un babà. «Sono stufo di ricevere elogi ma perdere» sbuffa Semplici.

Al rallenty

Dopo quattro sconfitte consecutive, l’arrivo del Crotone al Mazza sembra il cent di Paperon de’ Paperoni: quello che ti instrada verso la ricchezza. Infatti la Spal attacca, gioca. Segna con Paloschi sul finire del tempo. Dai, ci siamo. No: paralisi. Nella ripresa per venti minuti la squadra è come gelatina. Arriva il pari calabrese. Non è un buon momento. Sette giorni dopo biancazzurri messi sotto per un’ora dal Bologna sul piano tecnico e atletico. Accorcia Antenucci (1-2) e addirittura Salamon potrebbe pure impattare quando i felsinei hanno staccato la spina. Si vede che manca qualcosa. Fisicità, malizia... Il Sassuolo ne approfitta con cinismo: dopo un minuto Politano ruba una “pallaccia” a centrocampo a Vicari e segna. Gli altri 89’ sono tanto spreco: palo di Antenucci, Berardi sbaglia il rigore dello 0-2. Il 25 ottobre c’è il fascino dello J Stadium ad accogliere una Spal che sta in piedi, limita i danni con Paloschi (insacca il 2-2 annullato con Oikonomou) poi saluta sull’1-4.

Fine andata e doppie rimonte

È in questo quadro che iniziano i primi discorsi di mercato. Alcuni primattori della B (vedi Mora) sul palcoscenico maggiore non riescono a starci. Il 29 ottobre arriva il Genoa: un colpo da biliardo di Antenucci regala tre punti di puro ossigeno. Ed è un gran bel punto quello colto sul campo dell’EuroAtalanta che sotto il diluvio domina il primo tempo (1-0), poi nella ripresa è solo Spal. Rete di Rizzo (ancora con parabola arcobaleno), traversa al 91’ di Antenucci. Maldicion. Non gira bene. In più, al Bentegodi col Chievo, la Spal si butta via: domina un tempo, perde l’altro (1-2). A dicembre, al Mazza, dimostra però una tempra di ferro: con Verona e Torino va sotto 0-2. Rimonta con rigore decisivo di Antenucci. Mette in scena due finali tutto fuoco. E a Benevento è vittoria salvavita: ancora sotto, altri due gol (Floccari). Il 2017 si chiude con lo scandalo di Genova: al 90’ è 0-0 con la Samp, Pairetto si inventa il rigore che affossa i biancazzurri.

I rinforzi

Gennaio porta Cionek, Everton Luiz e Kurtic. Più Dramè e Simic. Dal radar scompare Borriello. Arrivano tre ko (Lazio, Cagliari e Milan) e due pari (Udinese e quello appagante con l’Inter). Meret prende il posto di Gomis, la classifica piange. A Napoli mister Semplici rischia il posto: perde 1-0 e viene confermato. Spal a “-4” dalla salvezza. È il momento peggiore.

Il sorpasso

Da cui se ne esce uniti e compatti. Parte l’operazione sorpasso. Successo di rabbia ed orgoglio a Crotone (2-3), di corsa e senso di appartenenza col Bologna (grazie Destro per quello svarione al 90’). Poi sei pareggi di fila zeppi di tutto: polemiche arbitrali (Sassuolo, Genoa e Atalanta),spirito di corpo (Fiorentina), prudenza (Chievo). In mezzo lo scintillante 0-0 con la Juve. La salvezza non è più un miraggio. C’è da battersi, la Spal è viva: vince contro penultima e ultima. Non così scontato. A Verona va sotto ma infila un’altra rimonta, col Benevento è pragmatica e fa 2-0. «Rischio l’infarto» ringhia Mattioli. I biancazzurri a due dalla fine si mettono dietro quattro formazioni. E completano l’opera: ko a Torino poi ok con la Samp.