«Ora la Copparese non può nascondersi A Bondeno gli anni più belli della mia vita»

il personaggioDoppia festa per uno degli allenatori più noti del calcio dilettantistico, Andrea Mottola, che nel giro di pochi giorni ha prima festeggiato le 1.000 panchine nei dilettanti e poi il...

il personaggio



Doppia festa per uno degli allenatori più noti del calcio dilettantistico, Andrea Mottola, che nel giro di pochi giorni ha prima festeggiato le 1.000 panchine nei dilettanti e poi il traguardo dei 60 anni di età. Bolognese doc, supertifoso rossoblù (d’altronde è figlio del compianto “Barile”, storico leader dei tifosi del Bologna) nonché della Fortitudo Basket, Mottola ha però legato il suo nome al calcio ferrarese, dove ha “scaldato” molte di quelle panchine, con le esperienze di XII Morelli e Bondeno e quelle con squadre ricche di giocatori ferraresi a Molinella (due volte) ed a Malalbergo.

«Un’avventura iniziata 34 anni fa - ci racconta Mottola -, avevo 26 anni ed ero ovviamente già malato di calcio, ma non avevo esperienza. Un amico mi propose di allenare gli Esordienti della Fortitudo (un nome un destino, ndr), ricordo che iniziai con una vittoria per 1-0 e da lì feci tutta la trafila delle giovanili, vincendo due campionati a livello Juniores. Poi ecco le prime squadre, Sala Bolognese, Monghidoro, Malabergo, Molinella due volte, Atletico Van Goof, Bondenese, Castenaso, Bubano ed ora il Real Casalecchio».

Diverse di queste 1.000 panchine sono state a Ferrara o, comunque, nel Ferrarese, un calcio che ha sempre detto di amare...

«E lo confermo, perché in zona era la provincia dove il calcio si viveva nel modo migliore, ben differente da Bologna. Poi, chiaro, ora Ferrara è penalizzata oltre misura dalla crisi economica, che ha fatto sparire o ripartire dal basso piazze storiche come Bondeno, Masi Torello, la stessa Comacchio, Ostellato, Reno e Vigarano. Per quanto mi riguarda, a XII Morelli sono stato benissimo, anche se il rapporto si è interrotto anzitempo, mentre Bondeno è la mia seconda casa, ho instaurato rapporti d’amicizia che continuano tuttora, ovvero Cavallini, Giatti e Polastri».

La soddisfazione e delusione più grandi?

«La mia gioia più grande è quella di avere sempre iniziato la stagione e, di fatto, non essere stato esonerato. Io amo il calcio, tra vedere una partita di professionisti e una di dilettanti scelgo sempre i secondi, ma non sono stato il “gufo” di nessun collega. La delusione maggiore non avere portato la Bondenese in Eccellenza, abbiamo perso la semifinale di Coppa Italia con il Cattolica, vincerla significava salire di categoria. C’erano tutti i presupposti per fare bene, poi è vero che non ho allenato in Eccellenza ma non ho rimpianti, ho preso atto della cosa e va bene così. L’entusiasmo non cambia secondo la categoria, il calcio è lo stesso, a tutti i livelli».

Da osservatore del calcio, che ne pensa della stagione delle ferraresi in Eccellenza e Promozione?

«In Eccellenza ci sono tre piazze importanti e tre buone squadre, a partire dalla Copparese che sta facendo benissimo e ora non può più nascondersi. L’Argentana del mio amico “Gegé” Rambaldi è nella sua categoria, bella piazza e devo dire che tra le mie vittorie più belle metto proprio quelle contro i granata sia a Molinella con la tribuna esaurita che con la Bondenese. A Sant’Agostino spendo due parole per il presidente Lenzi, al quale sono legato: con lui la società è seria e può guardare tranquilla al futuro. In Promozione il Masi Torello Voghiera è stato costruito per vincere e Ferrari è un ottimo allenatore. Spero risalga il Terre del Reno, dove ci sono un paio di miei ex giocatori. Così come per il Sant’Agostino, anche a Casumaro c’è un presidente splendido, Govoni. Mi aspetto qualcosa di più dalla Portuense, una delle poche società con cui non ho avuto contatti in tanti anni di calcio».

Una lunga carriera e tanti amici nel Ferrarese...

«Ho già detto di Cavallini, Giatti e Polastri: con loro andrei ad allenare ovunque, magari tornassero nel calcio. A XII Morelli ho ricordi bellissimi con l’indimenticato presidente Ermes Govoni. Fra i calciatori - chiude - dico “Pippo” Sabbatani in assoluto, ragazzo intelligente e ottimo giocatore, poi ecco Freddi, Mantovani, Vertuani e Zanca, coi quali a Bondeno ho vissuto gli anni più belli». —