Anche a Verona una Bondi che piace ma che non vince

I biancazzurri pure contro la Tezenis giocano alla pari. Nel finale puniti anche da alcune fischiate molto severe

VERONA. Di cinque avrebbe potuto vincerne almeno tre. E invece la Bondi torna da una trasferta ancora una volta con la bocca asciutta. E dire che, nonostante tutto, è arrivata a giocarsi il match nei tre minuti finali. Poi, tra fischiate strampalate degli arbitri, errori al tiro e soprattutto il cinismo e la precisione dei padroni di casa, il Kleb s’è mangiato una vittoria che sembrava ad un passo. Perché dopo la tripla di De Zardo, arrivata al termine di una buona azione corale, la Bondi era riuscita ad andare avanti di cinque punti quando il cronometro segnava 2’ e 49” alla fine (66-71). E’ stato il coronamento di una rimonta iniziata al 34’, quando la Tezenis era riuscita a scappare avanti di otto, sfruttando il dinamismo di Ferguson e la sfrontatezza di Henderson che, tra la fine del terzo e l’inizio del quarto periodo, ha seminato il panico nella difesa ferrarese.

La Bondi non solo non si è spaventata, ma ha rilanciato, provando a trovare crepe nella difesa organizzata e muscolosa di Verona. La rimonta è iniziata con la tripla di Swann, al quale è seguito un canestro di Fantoni e la tripla di Pani. Con coraggio Swann s’è di nuovo buttato in area ed ha servito un assist meraviglioso a Fantoni per il 64-66. E poi ecco di nuovo Swann andare in area a portare a casa due liberi poi trasformati, poco prima della tripla di De Zardo. Facile immaginare che il livello fisico del gioco, soprattutto in questa fase, era molto elevato. Ed ecco che un possibile fallo in attacco di Henderson diventa fallo in difesa di Molinaro. O che un contatto “leggero” di De Zardo sullo stesso Henderson, venga punito con fallo ancora al difensore.

O che Swann, in una penetrazione a canestro in mezzo a una selva di braccia, porti a casa nulla di più di una caduta a poco più di un minuto dalla fine. Certamente Verona è stata brava a sfruttare nel modo giusto queste occasioni, al contrario di una Bondi che dalla lunetta è stata eccessivamente imprecisa (53% contro il 100% dei padroni di casa), tanto da far risultare questo dato statistico importante ai fini del risultato. Dopo essere andata sotto di un punto la Bondi non è riuscita a reagire. E a undici secondi dalla fine Swann ha perso il pallone che di fatto ha regalato a Verona l’opportunità di vincere. Occasione sfruttata dalla Tezenis che ha dato la zampata decisiva.

Mauro Cavina