Diawara non supera le visite mediche, Baltur costretta a tornare sul mercato

Cento: il problema al ginocchio dell’ala francese è serio. Ieri sera il summit fra presidente, ds e coach Pulidori: provo un altro “colpo” 

CENTO. È finita prim’ancora d’iniziare l’avventura di Yahkouba Diawara alla Baltur. Quel ginocchio dolorante era qualcosa di più e di peggio di una botta presa durante una partita del campionato francese e gli accertamenti diagnostici specifici, ossia la risonanza magnetica a cui è stato sottoposto ieri pomeriggio, lo hanno evidenziato: menisco in disordine.

Il club biancorosso ieri sera ha così ufficializzato la situazione: «La società Benedetto XIV comunica il non superamento delle visite mediche da parte di Yahkouba Diawara, giunto ieri (giovedì, ndr) a Cento. Il giocatore accusa un problema al ginocchio, i cui tempi di recupero non sono compatibili con le necessità sportive della Baltur Cento. Si è quindi deciso, seppur a malincuore, di non portare a termine il tesseramento: ringraziando Diawara per la disponibilità mostrata e la fiducia accordata, la società augura a lui tutto il meglio per il suo pieno recupero e il suo proseguimento di carriera. La Benedetto XIV tornerà quindi sul mercato per rinforzare il suo organico, per poter così affrontare al meglio il decisivo girone di ritorno della Baltur Cento».



Non resta che rimettersi a caccia. Vista la prima mossa, è chiaro che la Baltur vorrebbe un vero e proprio sostituto di James White, fino a quando “The Flight” dovrà stare ai box per via dell’ernia alla schiena. Ma è altrettanto chiaro che una soluzione “gemella” di quella appena saltata non è di facile individuazione. E Cento ha fretta. Nomi? Il ds Pulidori ha una missione impossibile già questa mattina, un giocatore nuovo, rispetto a quelli sondati, ma quasi impossibile da agganciare: «Provo», ammetteva ieri sera. Altrimenti, tornano d’attualità i soliti noti. London, tagliato da Legnano, è disponibile, così come Boungou-Colo tagliato da Torino, Olasewere, in uscita da Treviglio, e il lettone Kuksiks, ora ai greci dell’Ermis Agis (A2).


Certo, recuperando appieno Chiumenti e con una prestazione sopra le righe di tutti, com’è avvenuto contro Verona, nulla è precluso alla Baltur e, comunque, domani a Piacenza sarà questa l’unica strada percorribile. Sì, perché ormai la sfida alla Bakery è dietro l’angolo. Derby tra neopromosse, che puntano alla salvezza per mantenere la categoria conquistata nello stesso giorno a Montecatini. Trionfale il cammino della Baltur in serie B, più tribolato quello di Piacenza, che nei playoff ha piazzato l’acuto vincente. Ora è serie A, la prima di ritorno: all’andata fu la prima, storica vittoria di Cento (80-72) nella categoria superiore. Squadre appaiate in classifica con una dote di 4 punti sull’ultima, entrambe nel gruppone a cui basterebbe poco di più per evitare una delle ultime tre posizioni che portano all’inferno della retrocessione e al purgatorio dei playout.


Coach Benedetto prepara a fatica il derby di domani: rientra Chiumenti, chiamato a una nuova battaglia con Crosariol, battuto in dinamismo in gara 1. Tornati in gruppo solo giovedì Mays, Moreno ed Ebeling. Tutti recuperabili per domani.

«Le due squadre sono cambiate rispetto alla partita d’andata - apre Giovanni Benedetto -, per noi è la prima di tante finali: conta parecchio, perché in caso di vittoria avremmo il 2-0 a favore. Come noi, Piacenza ha scontato le difficoltà che incontrano le neopromosse. Hanno cambiato coach, i giochi offensivi e difensivi. In più, rispetto alla partita di andata, ci sarà Voskuil, un buon tiratore; non hanno più Liberati. Da quando hanno cambiato il tecnico hanno vinto per due volte ai supplementari. Andiamo a giocarcela».

All’andata la Baltur ha chiuso con un vantaggio di 8 punti, da difendere, in caso di arrivo a pari merito avrà un peso decisivo: «Anche questa partita, avendo Piacenza cambiato tanto, è un po’ come un nuovo esordio. Vincemmo l’andata limitando il pick and roll tra Green e Crosariol, limitando il lavoro in post basso di Pederzini, facendo prendere pochi tiri puliti a Pastore. È vero che, rispetto ad allora, hanno modificato i giochi, ma le caratteristiche dei giocatori non si cambiano. Marques Green lo conosciamo, ha esperienza decennale, è il migliore di tutti nelle palle recuperate e negli assist. Crosariol ha esperienza e parecchi centimetri più di Chiumenti: limitarlo per quanto possibile a San Lazzaro fu fondamentale. Anche Castelli ha tanta esperienza. Poi ci sono i vari Perego, Pederzini, Pastore». —

Simone Gagliardi