Spal, non si placa la rabbia dei tifosi. «Questo calcio non ci appartiene»

Duro comunicato della Curva: ennesimo episodio di ingiustizia elettronica, vogliamo rispetto. E Casarin dà ragione ai tifosi

Spal e Var: la rabbia biancazzurra

FERRARA. Discorsi da scindere. Quello tecnico-tattico, di campo, e quello arbitrale. Quest’ultimo non deve essere di alibi al primo, non può occultare i disagi spallini quando si manifestano. Ma non può nemmeno venire sottaciuto, soprattutto allorchè consuma palesi e ripetute ingiustizie.

La questione

Il gol di Antenucci al Bologna, quello di Valoti alla Fiorentina, la rete di Floccari contro la Sampdoria. L’uso improprio della Var e le interpretazioni errate a essa collegate hanno pesantemente penalizzato la Spal. Fornendo argomenti a chi esercita la dietrologia (dalle tesi secondo cui il designatore Rizzoli, di Bologna, vuole castigare i biancazzurri per salvare i felsinei, alla teoria in base alla quale quattro squadre di A - Parma, Sassuolo, Spal e Bologna - per una sola regione sono troppe e una va fatta retrocedere); dando un’ulteriore mazzata alla credibilità di questo calcio; condizionando, se non falsando, l’andamento di alcune gare e di conseguenza la classifica.

La pressione per far aprire i cancelli


L’ultimo episodio anti-Spal, appunto il gol di Floccari (del possibile 1-2 al 16’ della ripresa, e non al 49’ della stessa) annullato domenica, ha scatenato un putiferio che non si è placato nemmeno ieri. Proteste social dei tifosi, opinionisti divisi (chi sa di calcio ha sostenuto che una rete del genere non si invalida mai nella vita; chi legge pedissequamente la tecnologia ha parlato di decisione corretta). In ogni caso, è palese che quello era un gol regolarissimo. Annullarlo per una presunta proiezione in fuorigioco della spalla di Petagna significa che si ignorano il senso e la dinamica del calcio giocato, e che se il Var segnala un episodio del genere, vuol dire che parte con la volontà di cercare un possibile cavillo, quindi non è in buona fede.

La Curva Ovest svuotata per protesta


Il messaggio

La Curva Ovest, che domenica aveva abbandonato il settore per protesta, ieri ha diffuso attraverso la propria pagina Facebook questo duro - per impatto - ma sensatissimo e pienamente condivisibile comunicato, che sintetizziamo: «Mai complici! Questo calcio non ci appartiene, lo gridiamo una volta di più. A seguito dell’ennesimo episodio di “ingiustizia elettronica”, applicato con metri del tutto arbitrari, falsati e che lasciano spazio a letture di un palese boicottaggio, Curva Ovest ha deciso di mandare un segnale di protesta forte. Abbiamo abbandonato gli spalti lasciando il settore in un vuoto osceno... Con estrema decisione, e altrettanta civiltà, abbiamo trascinato poi la protesta sotto la tribuna (con anche un paio di scossoni ai cancelli per ottenere di farli aprire, cosa puntualmente e tranquillamente accaduta; ndr), perché gli artefici di questo ennesimo furto sentissero bene tutta la nostra rabbia. L’eco di questo gesto si è propagato e, seppur consapevoli che potrebbe non sortire effetti dirompenti, siamo certi di aver smosso qualche coscienza.... Ferrara pretende rispetto... “Non camminerai mai sola” significa tante cose. Tra le quali il fatto che lotteremo sempre per i nostri colori, affinché tutti li rispettino. Anche in modi poco ortodossi, se vogliamo. E che potranno non essere di immediata comprensione. Ma non molliamo di un millimetro, sia ben chiaro. E anche “noi siamo la Curva Ovest” non rappresenta soltanto un coro. Ottimale sarebbe stata l’adesione di tutti. Tutti quanti. Perché da sempre ciò cui miriamo è l’aggregazione, la comunità di intenti. Quella compattezza che tanto spaventa il sistema, l’unica in grado di esercitare influenza. E riscontriamo con orgoglio che in tanti ci hanno seguito...

A quei tanti va il nostro ringraziamento. Agli altri diciamo che l’occasione è stata persa ma noi non ci arrendiamo. Quel settore è una casa, una famiglia. Un tutt’uno a sostegno della maglia, del nostro orgoglio di popolo. Ieri abbiamo coinvolto tantissime persone. Domani altre ancora. Vi vogliamo tutti con noi... Avanti Curva Ovest!».

Il sostegno

Ad appoggiare la Curva spallina è arrivato l’autorevolissimo intervento di Paolo Casarin, ex arbitro internazionale di grandissima fama, per anni il miglior fischietto italiano. Casarin, in sintesi, ha affermato: «I tempi di verifica di un episodio non possono essere di 5 minuti: 5 minuti sottintendono che il Var non trova la soluzione. Il calcio deve essere semplice nelle regole e nell’attuazione. Il calcio è della gente che è sugli spalti. L’uscita dallo stadio di quelli di Ferrara ha grande significato».

Ha detto tutto. —