Bondi italian style. L’anima tricolore per la salvezza

Molinaro, Panni e Ganeto i trascinatori: l’Assigeco è battuta. Per gli estensi traguardo matematico e mancava Fantoni

FERRARA.Urlando contro il cielooo... A partita ancora calda, tra le volte dell’MF Palace, risuonano le note della canzone di Ligabue. Coriandoli biancazzurri, bambini sul parquet: battendo l’Assigeco, la Bondi è matematicamente salva a due turni dalla fine. Alla peggio potrà essere raggiunta a 22 da Cagliari e Jesi, ma la classifica avulsa la premia. Traguardo raggiunto nella sofferenza. Nello spirito. Ancora senza un giocatore top: stavolta era assente capitan Fantoni. Il Kleb, ieri, ha avuto Lollo, Gabri e Ale: l’italian style. Trascinati da un’anima tricolore (Molinaro, Ganeto e Panni), i biancazzurri di coach Spiro hanno compiuto l’impresa. Okay, Swann e Campbell il valore aggiunto, ma stavolta chapeau ai ragazzi indigeni.

TATTICA

Giocoforza, con l’Assigeco, coach Leka gioca con un quintetto basso. Campbell subito in campo, Molinaro pivot. Il Kleb deve cambiare gioco, ha ovviamente meno profondità. Molinaro non ha dimestichezza né movimenti spalle a canestro. In compenso Ganeto attacca il ferro con efficacia (poi infilerà anche un paio di triple tagliagambe). E Piacenza aiuta, perché invece di sfruttare chili e centimetri nel “pitturato” tira da fuori come cecchini. Ovvio che Ferrara soffre qualcosina, sui “tap-in” arriva qualche schiaffo.

Ad ogni modo, Kleb sempre avanti. Denti stretti, mai paura: 23-21 al 10’, 38-31 all’intervallo. L’Assigeco chiude le linee di passaggio, ingombra l’area. Campbell fatica a trovare i suoi tiri di potenza. Al 23’ ecco il 3º fallo di Molinaro, esce pure Ganeto per una botta alla gamba. Più piccoli di così... Gli ospiti mettono dentro anche il gigantone Vagelov e Piacenza dominante sotto. Per fortuna che Vangelov non ha mani di fata. Ma poi, dai: Panni che cattura 7 rimbalzi (3 in attacco). Campbell un cesto sofferto. Rientra Ganeto e tripla. Molinaro si gestisce e lotta. Un totem.

APOTEOSI
L’Assigeco ha l’ultima fiammata con tre triple di fila di Murry (47-44). Molinaro stoppa Murry, però. E di là è tripla. La Bondi, insomma, ha sempre almeno un paio di possessi di vantaggio. Guerra e trincea (Piacenza martella dall’angolo e ai rebounds si fa valere). Parzialone 10-2 interno: le motivazioni estensi travolgono una Piacenza con minori necessità di classifica. Swann si mette a disposizione, capisce i punti deboli rivali. Subisce falli e va sicuro in lunetta: 7 di fila. Al 36’ la Bondi avanti di 12 (72-60). Quasi fatta. Break 0-5, ecco due triple siderali di Panni che fanno esplodere oltre milleseicento tifosi. Al 39’ il rassicurante “+13” (82-69). I biancazzurri cuciono gli ultimi lembi di un miracolo sportivo. Ultimi a gennaio, con Leka ora salvi con due turni in anticipo. «Le vittorie ti rendono bello» sorride euforico il tecnico. I successi non solo ti portano a riva, perché volendo la Bondi è solo a due punti di distanza dalla zona playoff. Pensare in grande può non essere peccato, a patto che la sfortuna (leggi infortuni) non incida ulteriormente. —