Baltur, vincere o retrocedere. Con Legnano non c’è appello

Stasera gara 3 di semifinale playout, d’ora in poi Cento non ha più alternative. Coach Bechi: «Ho guardato i ragazzzi negli occhi, c’è voglia di andare avanti»

CENTO. Un solo risultato possibile, la vittoria. Per riaprire la serie dopo il pessimo debutto di Legnano, costato già due sconfitte, e restare ancorati alla serie A, che vacilla, la Baltur non ha alternative. La serie passa a San Lazzaro, casa biancorossa. C’è da dare un segnale chiaro, tanta sostanza e impeto, per recuperare e mettersi alle spalle due prestazioni incolore con troppi punti concessi e poco peso sotto i tabelloni. I giri di parole non contano più: se la Baltur vuole salvarsi, nelle prossime tre partite deve solo vincere. L’impresa è disperata, si gioca ogni due giorni e l’organico risicato non aiuta. Seppur con l’acqua alla gola, la squadra di crede ancora.. «All’allenamento ho guardato i ragazzi negli occhi - svela coach Luca Bechi - e ho visto voglia di rivincita, non c’e rassegnazione. C’è voglia di vincere e andare avanti».

Ma per farlo occorre dare di più, colmare quel gap apparso così evidente a Castellanza: «C’è differenza fisica nei ruoli di 3, 4 e 5. Sta a noi colmarla - avverte Bechi - mettendoci più aggressività. Da un punto di vista di valori tecnici, le due partite hanno confermato un certo equilibrio per 30, 32 minuti. Dobbiamo fare tesoro di quanto accaduto a Legnano, si deve alzare l’intensità, l’asticella dell’energia. In partite come queste non è la tattica che fa la differenza, la fanno gli aspetti non codificati, la grinta, i rimbalzi, le palle vaganti, che devono essere nostre e non loro. Per avere noi più possesso».


L’inerzia è tutta dalla parte dei Knights, che hanno costruito i primi due successi della serie con la fisicità di Thomas, centro indifendibile, in grado di colpire sia nel pitturato sia dal perimetro. Ma non solo. Un fattore anche Raffa, guardia che tira tanto, si crea tiri in solitudine con ritmi vertiginosi che vanno arginati. Al di là di quelli che sono i punti di riferimento dei lombardi, la differenza l’hanno fatta a turno i vari Ferri, Serpelli e Bianchi.

Se la Baltur lascia ritmo a Legnano come già accaduto, allora la serie A è fortemente a rischio. La Baltur deve reagire. Ritrovare se stessa. Per vincere c’è bisogno di tutti. Ma soprattutto dei punti di White, fin qui sottotono nella serie: «James sa bene di non avere fatto due buone partite - continua Bechi -, dopo gara 1 gli ho detto che se non gli entravano i tiri di giocare di più per la squadra, e ha preso 10 rimbalzi. Per come è costruita questa squadra, non può prescindere dal suo contributo».

Aggressività, difesa e controllo del ritmo. La Baltur è spalle al muro. Serve una vittoria per rimanere in vita. In caso contrario sarà retrocessione in B. Retrocessione sul campo che a Cento manca da 23 anni.

Anche il presidente Fava, alla vigilia, ha fatto il suo appello, parlando di «una scalata, un’ impresa difficilissima ma di certo non impossibile» e concludendo «insieme ai nostri tifosi e alla nostra Città, possiamo farcela».

Si gioca al Palasavena alle 21. È la partita più importante dell’anno, tutto il pubblico centese è chiamato a raccolta per spingere la Baltur a crederci ancora. —

Simone Gagliardi

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