Fares dovrà essere operato, Spal su Laxalt

Il laterale s’è rotto il crociato anteriore del ginocchio sinistro. Cambiano le strategie sul mercato: inserimento per il milanista

FERRARA.  Crac e patatrac. La notte di Cesena diventa follemente amara. Mohamed Fares ha riportato la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Nei prossimi giorni sarà sottoposto ad intervento chirurgico. Assenza tra i cinque-sei mesi. Potrebbe essere, nella migliore delle ipotesi, un rinforzo invernale per la Spal. Senza ricorrere al mercato. Nel quale, invece, adesso il team biancazzurro deve entrare con pura forza perché perde un titolarissimo che, peraltro, piaceva a diversi club di fascia medio alta (vedi Inter, Lazio, Napoli e Atalanta). La mazzata costringe la società a cambiare le strategie.

Tackle. Fatali a Fares tre dannati minuti giocati giovedì sera a Cesena, nel finale di un’amichevole che si stava smorzando come una candela dopo un’oretta interessante. Il laterale, peraltro appena sbarcato a Ferrara dopo le ferie susseguenti alla vittoria in Coppa d’Africa, è stato inserito al 31’ della ripresa e al 34’ sul primo pallone toccato è andato giù su un contrasto in scivolata di un bianconero. Il ginocchio s’è girato e la preoccupazione ha iniziato a montare. Ieri l’implacabile verdetto.


Strategie. E Spal che prosegue in salita l’avvicinamento alla prossima stagione. Se prima il ds Vagnati cercava per le corsie un elemento di complemento, adesso serve un innesto robusto. Assecondando questa subentrata necessità, il team biancazzurro sta provando un sorpasso arduo e difficile anche in termini economici: arrivare all’uruguaiano Diego Laxalt in uscita dal Milan. Sul mancino di Montevideo in settimana s’era fiondato il Parma, parlando prima con Maldini (uomo mercato rossonero) e poi con l’entourage del calciatore. Accordi da definire ma basi avviate. Col Milan prestito e riscatto oneroso sui 10 milioni. Cifre non facili da maneggiare per la Spal. Di primo acchito, però, Laxalt sembra la soluzione migliore. Oltre all’esperienza (111 partite col Genoa, 20 in rossonero), Diego garantisce un’incredibile duttilità tattica: terzino, ala, centrocampista. Al momento mister Semplici sulle fasce può contare su Di Francesco e Strefezza che hanno attitudini offensive, nonché su D’Alessandro che pure mastino non è. Laxalt sa invece coniugare con maggiore equilibrio attenzione difensiva e spinta. Arrivarci non sarà agevole.

Meno complesso ottenere dall’Atalanta il 24enne polacco Arkadiusz Reca che era nei radar spallini già l’estate scorsa. Poi spuntò la Dea e il terzino andò, raccogliendo sostanzialmente nulla: cinque partite tra campionato. Europa League e coppa Italia. È prospetto tutto da scoprire, da lanciare assumendosi i rischi d’impresa. In fondo come fatto l’anno scorso con Fares. Anche se Mohamed aveva già calcato molte volte i terreni italici, Reca no.

Sul taccuino estense anche Federico Dimarco, in forza all’Inter e l’anno scorso a Parma: tredici gare tra titolarità e ingressi dalla panchina. Anche lui di piede mancino, volto alla propensione offensiva: nel vivaio dell’Inter lo paragonavano a Roberto Carlos. Alla Spal basterebbe anche meno. Infine, per la difesa, lavoro di cesello per il centrale serbo Nenad Tomovic: anche lì c’è un buco in rosa da colmare. —


 

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