Idini, la “Furia” che fece esplodere Ferrara «Non mi fermavo mai e poi con la Lucchese...»

Il grintoso difensore sardo è stato protagonista di due magnifiche stagioni in maglia spallina: una serie C vinta e un gol indimenticabile 

l’intervista

Grinta, tenacia e passione gli aggettivi che lo raccontano. Difensore instancabile che si sacrificava per tutti i compagni senza mai risparmiarsi Costantino Idini, detto “Furia”, classe ’55, portotorrese, che ha militato nella Spal dal 1977 al 1979 raggiungendo la promozione in B.


«I ricordi di quelle stagioni sono tanti, ma quello più emozionante e indelebile fu il gol realizzato contro la Lucchese che valse la promozione in serie B».

Era chiamato “ Furia”...

«I tifosi mi chiamavano “Furia” perché in campo davo sempre il massimo e soprattutto non mi fermavo mai, doti indispensabili anche nel calcio moderno».

Un aneddoto?

«Durante una delle prime partite di allenamento con mister Caciagli, in una azione sottoporta sbagliai clamorosamente un gol fatto e lui mi disse: “La colpa non è tua ma è soltanto mia che ti ho fatto giocare”».

Come si è trovato a Ferrara?

«Benissimo e sarei vissuto volentieri a lungo a Ferrara se la società non mi avesse ceduto al Bologna insieme a Perego».

Vi è un calciatore della Spal attuale in cui si rivede?

«Il modo di giocare il calcio è molto cambiato, però quello che forse si avvicina alle mie caratteristiche potrebbe essere Fares».

Meglio il calcio dei suoi tempi o quello odierno?

«Non sta a me giudicare se è migliorato o peggiorato, ora la tecnica non basta più: ci deve essere una preparazione fisica adeguata».

L’ex ct Ventura sulla Spal attuale “da seguire come esempio perché non è attraverso l’acquisto dei giocatori che si vince ma con l’inserimento dei calciatori in un contesto che è inattaccabile”. Cosa ne pensa?

«Condivido in pieno perché in una squadra l’importante è il gruppo e da quest’ultimo è giusto ripartire, magari inserendo dei nuovi elementi».

Di Francesco può essere un valore aggiunto per la Spal?

«Secondo me sì, ha quella verve in più che serve alla fase offensiva della Spal».

Berisha è il valido sostituto di Viviano?

«È sicuramente un portiere d’esperienza con degni trascorsi in serie A».

Per mantenere la serie A anche la prossima stagione cosa occorre?

«Determinazione e consapevolezza dei propri mezzi, il mercato che sta facendo la società può portare ad allestire una squadra con obiettivo salvezza anticipata».

Ad oggi la squadra che sta plasmando la dirigenza spallina le pare rinforzata rispetto alla passata stagione?

«Dal mio punto di vista la società sta facendo un buon lavoro, poi sarà sempre il campo a dare il giudizio finale».

Quanto peseranno le cessioni di Antenucci e Lazzari?

«Questi due giocatori erano due pedine fondamentali della passata stagione, ma la Spal deve andare avanti e permettere ai nuovi arrivati di inserirsi nel gruppo e non farli rimpiangere».

Obiettivi e sogni futuri?

«Rimanere nel mondo del calcio e soprattutto godermi la mia famiglia in Sardegna». –

Valentina Cristiani

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