La Spal illude poi è ribaltata dall’Atalanta formato Coppa

Doppio vantaggio con Di Francesco e Petagna prima della rimonta ospite. Decisivo l’ingresso di Muriel autore della doppieta che sancisce il 2-3 finale

FERRARA.  Un anno dopo la musica sembra la stessa ma poi cambia radicalmente. La notte di Ferrara s’illumina con i riflettori del “Paolo Mazza”, per la prima di campionato. Biancazzurri all’esordio interno, terza stagione consecutiva in serie A. Nello scorso campionato alla prima in casa (ma al quarto turno) la Spal superò 2-0 l’Atalanta, doppietta del grande ex Petagna. Questa volta quasi lo stesso scenario: 2-0, raddoppio del centravanti. Una grande, bella, illusione. Perchè poi l’Atalanta - cingolata di qualità - è venuta fuori ed ha ribaltato la squadra di mister Semplici, imponendosi 3-2 con decisiva doppietta del subentrato Muriel, un lusso in panchina. Peccato. Ci sarà molto da lavorare, però niente drammi: la Spal ha mostrato buone cose, da sviluppare. Poi saranno graditi un paio di rinforzi.

Grande avvio. Mister Semplici schiera l’annunciato 5-3-2 con Igor terzino sinistro per dare più solidità ed al contempo liberare Di Francesco da compiti a tutta fascia, consentendogli di essere utilizzato come seconda punta. Sull’altro fronte Gasperini propone un’Atalanta di grande fisicità e con solo un attaccante, Zapata, supportato da Gomez e Pasalic come trequartisti.


La partenza della Spal è micidiale. Nessun timore, ritmo alto, pressione, gioco veloce a un tocco, inserimenti. L’Atalanta è stordita, prima rischia e poi va sotto.

Azione collettiva mirabile, puntuale Di Francesco, tocco morbido e “Mazza” che esplode. Biancazzurri in controllo, poi un po’ alla volta è naturale che vengano fuori gli ospiti. L’Atalanta ha il nome di una Dea e la prepotenza di un carrarmato. I corazzieri bergamaschi pesano in tutti i sensi sugli spallini e ci vuole l’ex Berisha a negare loro il pareggio. D’altra parte la Spal è ricchissima di vecchi atalantini e tocca proprio a uno di loro, Petagna (protagonista del 2-0 della scorsa stagione, con una doppietta), siglare il raddoppio spallino a concludere la straordinaria iniziativa di uno scatenato Igor. Il giovane difensore brasiliano inventa un numero incredibile e scatena l’entusiasmo della folla che scandisce ripetutamente il suo nome.

Igor, Igor, Igor... Ma l’Atalanta è dura a morire, si rimette sotto, macina, fino a quando non trova la rete: sul colpo di testa di Gosens, in verità, la retroguardia spallina è un po’ ferma, ad immagine di D’Alessandro che si fa anticipare. Gara aperta, bellissima. Berisha sfodera un paio di interventi notevoli, Valoti va ad un passo dal 3-1.

Impressioni al riposo: la Spal c’è, va anche oltre le aspettative, se la gioca alla pari, ha impianto, organizzazione, equilibri. Semplici, con una mossa (logica), ha trovato la quadra, in attesa che l’organico venga comunque adeguatamente completato. Il pubblico va in visibilio per Igor, tostissimo e con tecnica “açucarada”, financo strafottente - per sicurezza e qualità - in palleggio, nei disimpegni, nelle iniziative. Ma è tutto il collettivo a dare una risposta convincente.

Pressione ospite. Nella ripresa la Spal manovra sfruttando il palleggio, ed è efficace. Prima Petagna serve ottimamente D’Alessandro che sfodera un cross al bacio su cui Kurtic non riesce ad impattare bene di testa, poi è lo stesso Kurtic a mettere dentro un pallone invitante. Così Gasperini decide di cambiare e mette dentro una grande forza offensiva: Malinovskyi e Muriel per un mediano (Freuler) e un difensore (Masiello): Atalanta con due soli centrali, Gomez arretrato e l’artiglieria pesante.

La pressione nerazzurra è notevole, Igor la alleggerisce con uno spunto e conclusione siderale che sfiora il gol. Poi gli ospiti riprendono a premere e Berisha salva la Spal. Semplici mette sangue fresco, Murgia per Valoti. Il popolo sorregge la sua squadra, la battaglia è durissima. Semplici non fa in tempo a far entrare il neo-acquisto Tomovic per rafforzare la difesa, l’Atalanta pareggia con destro dalla distanza di Muriel, non pressato da Missiroli.

Eccolo, Tomovic: esce D’Alessandro, ora la Spal è più bloccata. I bergamaschi non si accontentano. Hanno più forza, più freschezza, più qualità. Vogliono vincere, fanno valere la loro superiorità. ed è ancora Muriel a colpire, sempre da fuori area, dopo doppia esitazione difensiva dei biancazzurri.

Niente da fare. Semplici toglie Igor e mette Floccari, per un improbabile assalto finale. Non va. La Spal è generosa ma non ne ha più, l’Atalanta gestisce. Alla fine un successo logico quello ospite, basti considerare le parate di Berisha (tante) e quelle di Gollini (una). Peccato, perdere dopo essere stati avanti 2-0 brucia. Ma bisogna essere ludici, sereni, annotare le cose positive - non poche -, riconoscere la forza dell’avversario e capire che serve un processo di ulteriore crescita. —