La nuova Spal e quattro idee di formazione

La perdita di Lazzari, come anche di Bonifazi, ha tolto molte certezze a mister Semplici

Il modulo base resterà il 5-3-2. Ma a mercato chiuso si prospettano soluzioni alternative per trovare la quadra dopo la perdita di Lazzari e Bonifazi

FERRARA. Les jeux sont faits. La sessione estiva di calciomercato è finita. Da ora in poi si potrà parlare solo di campo, ma partendo prima dall’ormai famosa domanda di fine estate: questa Spal, sulla carta, è più forte di quella dell’anno scorso?.

Squadra meno forte

A nostro avviso no. Le perdite di Bonifazi, Lazzari e la sfortuna legata all’infortunio di Fares hanno tolto tante certezze a un mister Semplici che sarà chiamato a compiere un altro miracolo della sua carriera tecnica. Sì, perché – al netto dei vari importanti riscatti compiuti nel mese di giugno – la Spal non è poi riuscita a chiudere giocatori di spicco o comunque funzionali al 3-5-2, modulo base già usato da mister Easy durante le prime due uscite contro Atalanta e Bologna. Nell’ultima giornata di trasferimenti Romulo e Babacar, ad esempio, si sono accasati a Brescia e Lecce: elementi che avrebbero fatto comodissimo alla Spal, li ritroviamo in due rivali per la salvezza. Peccato. Sta di fatto che la rosa può e deve comunque lottare per raggiungere il proprio obiettivo fino all’ultima giornata. Se possibile le maglie dovranno esser sudate ancor di più rispetto alle scorse stagioni, perché solo combattendo più di prima si potrà sperare di farcela. Assieme alla propria gente, naturalmente, che non mancherà di far sentire il suo apporto durante tutte le trentotto uscite stagionali in giro per l’Italia.

Schieramento

Ma come sarà schierata questa Spal 2019/2020? Reca e Sala – gli ultimi due acquisti – sono arrivati miratamente per rafforzare le corsie esterne, reparti fondamentali se si vorrà insistere sul 3-5-2. L’ex sampdoriano, tuttavia, negli ultimi anni con Giampaolo ha giocato sempre come quarto basso (a destra e sinistra), mentre Reca non ha trovato praticamente spazio alla Dea di Gasperini. In ogni caso i due dovranno essere provati perché D’Alessandro ha manifestato tutte le sue caratteristiche soprattutto offensive, mentre Igor andrà a giocarsi il posto di mancino in difesa con Felipe. Il centrocampo centrale “a tre” è invece una certezza: Missiroli come play sarà accompagnato durante la stagione da due titolari scelti tra Kurtic, Murgia e Valoti. E davanti? In caso di due punte Petagna attenderebbe spesso al suo fianco il vincitore del ballottaggio tra Di Francesco e Floccari, con Moncini, Paloschi e Jankovic che rimarrebbero a disposizione.

Alternative

Ma se invece si pensasse ad un nuovo (e mai provato) 4-3-3? Lo riteniamo il modulo forse più consono per mettere i giocatori di questa rosa nelle condizioni migliori per esprimersi. Sala (ma anche Tomovic, nel caso) giocherebbe come terzino destro, con Reca (e Igor può imparare questo ruolo più coperto nella linea a quattro) dall’altra parte. Gli automatismi del triangolo mediano con regista e due mezze ali non verrebbero toccati. Là davanti D’Alessandro e Di Francesco potrebbero agire sulle corsie del tridente (senza troppi compiti difensivi) a supporto della prima punta.

Forse, con questo assetto, troverebbe minuti anche Jankovic, partendo largo da destra. Il montenegrino, infatti, nel 3-5-2 continuerebbe a non trovare spazio visto l’equivoco tattico più o meno uguale all’operazione “Gigio” Grassi ai tempi della Lega Pro. Il ruolo naturale di Jankovic è comunque quello di trequartista, ed ecco che in un 4-3-1-2 potrebbe giocarsi il posto con Valoti. Una soluzione tattica assai interessante, anche per assicurare quel cambio di passo (inteso come scintilla di fantasia) che anche ieri - in sede di analisi post mercato - è stato individuato da molti media nazionale come il principale difetto della Spal. Ma crediamo che mister Semplici opterà per soluzioni più... solide, concrete.

Pragmatismo

Siamo sicuri che l’allenatore biancazzurro (assieme al suo staff) le proverà tutte: diamogli tutto il tempo del caso, perché quest’anno sarà dura. La sua pazienza, la sua filosofia e il giusto pragmatismo potrebbero essere gli ingredienti fondamentali della grande impresa finale. —

Alessio Duatti

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