Albiero alla Spal: «Annata particolare, tutti devono dare qualcosa in più»

Il grande ex: perse pedine fondamentali, ma conta il gruppo. Però servirebbe un difensore di grande personalità

FERRARA. Massimo Albiero è molto più di un ex. Uomo-simbolo della storia spallina, ponte tra l’era Paolo Mazza e l’epoca successiva, fiore all’occhiello del vivaio biancazzurro, infine eternamente negli almanacchi per essere l’autore del gol della vittoria nello spareggio-promozione di Verona contro la Solbiatese che valse il ritorno in C1.

Leader e aspetto mentale


Si potrebbero aggiungere tante, tante altre cose. Ma già così è più che sufficiente. Adesso, quello che Albiero getta sulla Spal attuale è quindi un occhio attento, competente, certo innamorato ma anche freddo e lucido: «Questo, per mister Semplici, rischia di essere l’anno più difficile». Albiero spiega: «Il mister mi piace, ed ha sempre fatto benissimo. Ma prima o poi arriva il momento difficile, e lui deve essere consapevole del fatto che ora serve qualcosa in più. Non necessariamente sotto il profilo tecnico-tattico, bensì mentale».

Un’analisi che prende spunto dalle prime due gare di campionato, chiuse con altrettante sconfitte: «Mi è dispiaciuto per il match con l’Atalanta, nel secondo tempo c’è stato un evidente calo fisico. Ma anche così, sul 2-0 devi portare a casa almeno il pareggio. La spiegazione non è solo di ordine atletico, oltretutto il portiere è stato il migliore, come a Bologna».

Dunque, cosa manca alla Spal? «Un difensore di personalità, uno che comandi il reparto arretrato, che sappia fare da guida per gli altri, infondendo tranquillità anche ai centrocampisti che adesso hanno paura e si abbassano troppo. Come i difensori stessi: in occasione dei due gol decisivi incassati contro l’Atalanta la retroguardia spallina era quasi sul dischetto del rigore. Non puoi prendere gol con tiri da fuori mentre tu stai dentro l’area. Ho grande stima della società, in questi anni ha fatto più che bene, ma voglio credere e sperare che possa fare qualcosa ricorrendo anche al mercato degli svincolati: Paletta, Raggi... Sono “datati” ma corrispondono al profilo che manca».

Niente fronzoli

Per Albiero, la Spal deve calarsi ancor più nello spirito di una squadra che lotta per la salvezza: «I biancazzurri vengono da due campionati strepitosi, adesso il compito rischia di essere più tosto. Lo dico per esperienza personale. In A ho disputato sette tornei, nei sei anni di Como mi sono salvato quattro volte all’ultima giornata perchè la parola d’ordine era “non mollare mai”. Bisogna adeguarsi, calarsi nel contesto: io ero un difensore tecnico, che amava uscire palla al piede. Ma in A, con Burgnich e Ottavio Bianchi come allenatori, stavo ore e ore ad esercitarmi a marcare uno contro uno, per migliorare, e tenendo presente un insegnamento: se serve... palla nel lago (a Como costeggia lo stadio; ndr). Cioè calciata lontano, senza fronzoli. Quando è necessario devi portare via lo 0-0, o il 2-2 contro l’Atalanta: dopo, nessuno si ricorda come hai giocato».

Responsabilità

La Spal ha perso pedine importanti. Albiero ne conviene ma precisa: «Lazzari, Fares, Bonifazi... Erano uomini fondamentali. Però non ci sono alibi, non si può vivere di ricordi, si gioca undici contro undici. A Como i migliori andavano sempre via: ogni estate partivano i Vierchowod, Matteoli, Fusi, Borgonovo... Mica piangevamo, arrivavano nuovi ragazzi e noi più esperti dovevamo alzare l’asticella. La rosa della Spal nel complesso non è inferiore a tante altre, per centrare l’obiettivo bisognerà tirare fuori tutto. Qui c’è un ambiente che tanti possono solo sognare, un’organizzazione perfetta: cose che fanno la differenza. Il mercato delle altre? Molto valido, hanno preso attaccanti di valore. Ma se la Spal non ha ingaggiato Babacar perchè non ha ceduto Paloschi che significa? Ora bisogna stimolare e responsabilizzare i ragazzi che sono rimasti, che in allenamento devono far vedere di essere più bravi di chi magari sta giocando. Così la competitività cresce. Se dai il massimo in allenamento, allora lo dai anche in partita. Durante la settimana bisogna andare ai 120, per dare 100 il giorno della gara». La Spal si salverà? «Tutti dovranno andare oltre i propri limiti e prendersi le proprie responsabilità. Ma la società è forte ed il connubio con il pubblico può essere un grosso vantaggio sulle concorrenti. Alla ripresa arriverà la Lazio? Basterà andare in campo con la bava alla bocca ed esaltarsi». —

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