Delneri promuove la Spal: «Temperamento e qualità, ho visto valori importanti»

L’esperto allenatore, ex giocatore biancazzurro, vede una squadra in grado di centrare il prioritario obiettivo della salvezza 

FERRARA. Gigi Delneri, eterno cuore biancazzurro. Compagno di scuola del presidente spallino Walter Mattioli, esponente di livello del vivaio di Paolo Mazza, centrocampista, cresciuto e lanciato (66 presenze) in maglia spallina prima di una bella carriera ad altre latitudini. Allenatore di lungo corso ed alto profilo (tra le altre: Chievo, Porto, Roma, Sampdoria, Atalanta, Juventus, Udinese), il suo occhi esperto indulge volentieri sulla Spal.

Mister Delneri, come valuta il successo sulla Lazio e le prospettive in campionato?


«Quella della Spal, domenica scorsa, è stata una vittoria importante. Per i punti ed in relazione alle concorrenti: le dirette concorrenti per la salvezza sono tutte agguerrite, hanno già fatto bottino, e le attuali ultime due della classe sulla carta sono destinate a risollevarsi ed uscire da questa situazione: vedere la Sampdoria a 0 punti e la Fiorentina a 1 non è usuale. Tra un po’, teoricamente, dovrebbero venirne fuori, quindi il duello sarà con le varie Lecce, Brescia, Udinese, Verona».

L’affermazione spallina sulla Lazio è stata...

«...meritata. La Spal ha tenuto bene il campo e nel secondo tempo ha cambiato passo. Sono arrivati tre punti di grande coraggio e credibilità, per tutto l’ambiente».

Decisivo il cambio di modulo nel corso della ripresa?

«Non ne sarei così sicuro. Credo poco in queste cose. È tutto relativo. Conta l’interpretazione, non il sistema in senso stretto. Sono importanti il modo di ragionare, l’organizzazione e la capacità di applicare quanto si prova in allenamento. C’è una base, e si parte da lì. Poi, certo, avere delle alternative in corso d’opera è un argomento in più. Ma non ho visto grandi cambi strutturali, il passaggio dalla difesa “a tre” a quella “a quattro” si può fare, avviene quasi naturalmente. È quando hai un esterno come D’Alessandro, più votato ad attaccare che alla fase difensiva, ci si può adattare facilmente ad uno schema che preveda quelli che una volta si chiamavano l’ala tornante ed il terzino fluidificante. Il tutto in salsa moderna, tenendo conto dei parametri e delle esigenze del calcio moderno. Inoltre, è importante - determinante - avere una punta alta. Petagna fa respirare la squadra, la palla non torna subito indietro. Guardando la Spal ho ricavato buone impressioni. Sento dire che la partita l’ha persa la Lazio, ma mi vien da ridere: non sono d’accordo, meriti e demeriti si bilanciano. È stata brava la Spal a creare difficoltà ad una Lazio reduce dalle belle prove e dai 4 punti con Sampdoria e Roma. Era una gara caratterialmente non facile, e sia mister Semplici che la squadra. Hanno mostrato temperamento».

E adesso?

«Eh, adesso non bisogna mollare l’osso. Ma è ovvio, alla Spal lo sanno senza bisogno che lo dica io. Vedo buone prospettive».

C’era un po’ di preoccupazione: Lazzari e Bonifazi partiti, Fares infortunato, qualche arrivo con un passato condizionato dagli infortuni.

«Io credo che la società abbia operato bene, per quelle che sono le possibilità ed in funzione degli obiettivi. D’Alessandro si propone bene, Di Francesco è un ragazzo che ha grandi qualità in prospettiva futuro, Strefezza può dare molto, Berisha è un portiere importante. Tutti acquisti sensati, per la dimensione biancazzurra».

Non pensa che il campionato sarà più difficile rispetto alle due precedenti stagioni di serie A?

«Questo senza dubbio. Vedo un torneo molto più complicato. Sarà una bella lotta, però ritengo la Spal attrezzata per farcela. Mister Semplici dice che ha un grande gruppo anche umanamente e come atteggiamenti e professionalità? Mica poco. Un presupposto del genere aiuta, dà più possibilità. L’unico, la disponibilità a fare una corsa in più per il compagno... sono tutte cose che incidono parecchio. Il calcio non è solo tattica e tecnica».

Il presidente Mattioli afferma che la salvezza, che garantirebbe 20 anni di A nella storia spallina, sarebbe uno scudetto.

«Walter ha ragione, in pieno. Non bisogna dimenticare i 50 anni senza serie A, per me un dolore al cuore. Ferrara è città di calcio, è storia. Il pubblico, l’ambiente, lotteranno tutti insieme per non disperdere questo patrimonio». —

Paolo Negri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI