Spal, spareggio-salvezza contro il Lecce, carattere e gioco per centrare la vittoria

Primo scontro diretto della stagione e squadre appaiate a quota 3 punti. I biancazzurri chiamati ad uno squillo

FERRARA. C’è sempre una prima volta. Spal e Lecce non si sono mai affrontate in serie A. Una lacuna che verrà colmata questa sera. Appuntamento alle 21 al “Paolo Mazza”.

Il peso del successo. Squadre appaiate in classifica, a quota 3 punti, in virtù di un identico cammino: 1 vittoria e 3 sconfitte. Non hanno mai pareggiato, dunque, e per il calcolo delle probabilità ciò potrebbe accadere al termine del confronto in programma. L’auspicio biancazzurro è che non si verifichi tale eventualità, nel senso che a priori l’obiettivo è il successo, con annessa convinzione che venga centrato. Sarebbe importantissimo: per la classifica tout court, per mettersi in tasca il primo scontro diretto stagionale, per distanziare i salentini, per fare un passo avanti rispetto alla zona retrocessione e lasciarsi dietro qualche rivale, per rialzare la testa dopo il doloroso e fin troppo severo 3-0 patito in casa del Sassuolo.


Seconda gara in quattro giorni, possibile che mister Semplici avvicendi qualche pedina. Non parliamo di turn over. Non robusto. Non è l’occasione per farlo, serve il miglior potenziale per puntare al sodo dei tre punti. Poi, magari, qualche alternanza in più potrebbe esserci sabato a Torino contro la Juventus, già che la gara è sulla carta proibitiva e far rifiatare qualcuno non sarebbe un delitto. Ma, attenzione: non è che perchè con i bianconeri si parte battuti che è consentito sbracare. Guai immaginarlo. Inoltre il Verona ha recentemente dimostrato che questa Juve non è marziana e che con applicazione, determinazione e validi argomenti si può anche andare a puntare all’impresa (all’Hellas non è riuscita per una questione di dettagli, e di fato).

Le scelte. Un passo alla volta. Prima il Lecce. E si tratta di un... passo – appunto – molto importante. Semplici come pensa di compierlo? Lui ovviamente non svela le carte. Considerando la forzata assenza di D’Alessandro (che dopo il crac col Sassuolo resterà fuori a lungo), con la necessità di un po’ di freschezza e di risorse per cercare la vittoria, i cambiamenti potrebbero essere Felipe o Igor per l’acciaccato Tomovic, Valoti a centrocampo (con libertà d’inserimento), il raziocinante Valdifiori in regia a fronte di un dirimpettaio di analoghe caratteristiche. Poi gli esterni: due tra Strefezza, Reca e Sala. In base a chi giocherà, si deciderà il modulo. Dovesse essere 5-3-2 azzardiamo: Berisha; Strefezza, Cionek, Vicari, Felipe, Sala; Valoti, Missiroli, Kurtic; Petagna, Di Francesco.

Poi le variabili sono tante. Dall’utilizzo dei citati Igor, Reca e Valdifiori - o dello stesso Murgia, titolare nelle ultime due uscite -, a Floccari come partner di Petagna e Di Francesco a tutta fascia (possibile? Semplici ne ha accennato, ma i precedenti in pre-campionato hanno mostrato come sia un po’ una forzatura). Senza dimenticare il 4-2-3-1, con Strefezza, Kurtic e Di Francesco disposti dietro a Petagna. Ma questa potrebbe anche essere la soluzione in corsa, pur se non ci meraviglieremmo di vederla attuata dall’inizio, viste le buone risposte nel corso della ripresa con la Lazio e della necessità odierna di cogliere il successo.

Le risposte. Al di là di tutto ciò la Spal dovrà sfoderare una prestazione di concretezza e convinzione, oltre che di gioco, dando continuità a quanto di buono mostrato solo a strappi con Atalanta, Lazio e Sassuolo. Il Lecce ha identità, ed armi offensive, ma i biancazzurri sanno bene che l’appuntamento è di quelli che possono contare doppio. —