La Spal tira poco in porta, Petagna ha bisogno di un sostegno maggiore

Andrea Petagna

Squadra 15ª in classifica per conclusioni: del centravanti 10 tentativi su 50. Ma va trovata la formula ideale per consentirgli di stare di più in area

FERRARA. La Spal arriva con difficoltà alla conclusione. Tira poco, in generale. E, in particolare, tira poco in porta.

Le cifre


I biancazzurri in 6 partite hanno segnato 5 gol, media 0,83 a incontro. Petagna e Di Francesco hanno realizzato 2 reti a testa, 1 centro è all’attivo di Kurtic. I dati di squadra dicono che dei 50 tiri complessivi della Spal, 10 sono stati effettuati da Andrea Petagna, che vanta appunto 2 gol su 4 occasioni da rete, e che è stato protagonista anche di 1 assist. I tiri all’attivo di Di Francesco sono 6. Tutto ciò si inserisce in un quadro dal quale emerge che la Spal è 15ª nella classifica dei tiri effettuati. Peggio hanno fatto solo Verona, Brescia e Cagliari, oltre al Torino che però ha giocato ieri sera e che nel computo era a 45, quindi potrebbe aver superato i biancazzurri. Petagna è il principale finalizzatore della Spal. Nulla di strano, considerando che è il centravanti, nonchè il miglior marcatore della scorsa stagione con 16 gol. Il bomber, però, andrebbe rifornito di più, cercato con più frequenza e meglio (nelle cifre di squadra appaiono ben 18 cross sbagliati). La Spal sta però incontrando difficoltà, la punta centrale è spesso isolata, c’è distanza col centrocampo.

La spalla

Mister Semplici contro il Lecce ha schierato Floccari al fianco di Petagna, con Di Francesco esterno nel 5-3-2, ed a Torino contro la Juventus ha messo Moncini come spalla del centravanti. Le due soluzioni non hanno però dato esiti, per motivi diversi. Moncini, che allo Stadium ci ha sicuramente messo il massimo impegno, ha debuttato nella circostanza meno propizia, inoltre per caratteristiche è uomo d’area: con la Juve la Spal in area non ci è mai arrivata, e Petagna - come in altre occasioni - si è sobbarcato un gran lavoro. È lui che spesso arretrava, veniva incontro, si muoveva per creare spazi, arretrava per avere dei palloni. In tal modo, ovviamente, non poteva essere con la dovuta frequenza nei sedici metri avversari, e non sempre può esserci con la dovuta lucidità. Sommando ciò ai citati scarsi rifornimenti, ecco la fotografia delle difficoltà offensive della Spal. I biancazzurri hanno un possesso palla per gara pari a 21 minuti e 44 secondi, corrispondenti al 45,2%. Nelle statistiche il punto forte viene indicato nel creare occasioni tramite passaggi. Tradotto: l’idea di gioco c’è, l’azione è manovrata ed è il presupposto per tentare di creare pericoli. È la filosofia. Lodevole. Ma, evidentemente, è ancora poco negli esiti.

Accorgimenti

I rimedi possono essere: squadra più corta, minori distanze tra i reparti, una mezz’ala d’inserimento (non è un caso che mister Semplici avesse iniziato il campionato con Valoti: 3 palle-gol al suo attivo; poi ha messo Murgia per avere maggior copertura) e/o Petagna unica punta con un trequartista capace di appoggiarlo ma anche di legare col centrocampo: un 10, quello che in Argentina chiamano enganche (aggancio, appunto). Così il centravanti potrebbe giocare più in area e avere più inviti.

Il cantiere è ampio, va trovata la soluzione ideale, l’equilibrio della coperta, pensando anche a quando rientrerà Di Francesco. La cura dei dettagli di Semplici e la sua capacità di analisi dovranno/potranno produrre gli esiti auspicati. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi