Il Milan si affida a Pioli, i tifosi contro la società

Contratto biennale, oggi l’annuncio. Era fatta con Spalletti: ma il tecnico voleva 5 milioni di liquidazione dall’Inter





Marco Giampaolo l’aveva scelto Maldini, Luciano Spalletti l’avrebbe voluto Boban. A mettere d’accordo la coppia di dirigenti del Milan è la figura di Stefano Pioli, un tecnico che pratica un calcio normale, e non da talebani come aveva tentato il suo predecessore sulla panchina rossonera. Anche il materiale umano a disposizione del nuovo tecnico è normale, con qualche eccellenza da utilizzare al meglio e tanti giovani da valorizzare o scartare.

Dalle 19.30 di ieri il divorzio da Giampaolo è ufficiale. In 120 anni di storia rossonera mai un allenatore in panchina dalla prima giornata era stato esonerato così presto: quattro sconfitte e tre vittorie sono bastate a segnarne il destino, tra errori e ostinazioni su schemi e uomini che non hanno funzionato.

Pioli è l’allenatore numero 61 della storia Milan. Ha firmato un contratto biennale da un milione e mezzo netto a stagione, poco più della metà rispetto a Giampaolo. Ieri era a Milano, dove ha incontrato la società, ma l’annuncio ufficiale è stato rinviato a oggi. Boban e Maldini gli hanno chiesto di resettare la squadra e salvare una stagione che assomiglia tanto a un nuovo anno zero, come lo sono stati gli ultimi cinque con sette diversi allenatori.

Come giocherà il Milan di Pioli? Secondo un’ipotesi facile, sfrutterà il 4-3-3 metabolizzato sotto Gattuso, con Biglia o Bennacer in regia, affiancato da Kessie e Paquetà (o Bonaventura), mentre in attacco Suso e Leao affiancheranno Piatek. Un’alternativa è il 4-2-3-1, con Suso, Paquetà e Leao dietro a Piatek. Ma naturalmente bisognerà attendere il lavoro del tecnico a Milanello.

Gli errori della campagna acquisti: con gli 8 milioni spesi per Krunic, centrocampista 26enne del retrocesso Empoli, accantonato dopo 45 minuti di Milan-Fiorentina, ci sarebbe scappato l’ingaggio di Allegri (e sarebbero stati risparmiati i 4 milioni per Giampaolo e Pioli). Il tam tam dei tifosi su twitter ha assunto le forme di una contestazione pesante: #pioliout è stato il secondo hashtag di tendenza a livello mondiale. Non piace l’idea di sostituire Giampaolo con un altro allenatore non affermato.

Spalletti non si libera

La trattativa con Spalletti si è arenata già lunedì sera. Il tecnico toscano aveva detto di sì a Boban per un biennale: il Milan gli avrebbe dato 2,5 milioni a stagione, l’Inter avrebbe dovuto versargli 5 dei 10 milioni che gli deve ancora da contratto. «Se Conte prende 12 milioni, a me dovete darne almeno 5», ha urlato al telefono con Marotta, che ha offerto meno della metà.

Il Milan a quel punto ha virato deciso su Pioli. Nato a Parma, 54 anni da compiere il prossimo 20 ottobre, il nuovo tecnico rossonero ha vent’anni di esperienza. Le ultime sue squadre sono state Bologna, Lazio (condotta al terzo posto), Inter (in corsa) e Fiorentina. Il Milan è la sfida più difficile: dovrà dare una scossa alla squadra, aspettando magari qualche aiuto dal mercato di gennaio. —