L’Italia di Mancini piace agli sponsor Verso i 100 milioni

dall'inviato

Guglielmo Buccheri


FIRENZE. Il verde d’Italia nasce da lontano, ma soprattutto perché osare era possibile. La terza maglia che la Nazionale indosserà sabato all’Olimpico è figlia di un intreccio, suggestioni del passato e marketing, e di una combinazione, risultati e curiosità, nati attorno al nuovo corso Mancini. La ripartenza dopo il Mondiale mancato è andata ben oltre le aspettative, non solo per i verdetti del campo.

Quello che sta sparigliando i giochi è il modo di vivere l’azzurro (il verde nelle prossime parentesi autunnali) del nostro ct e dei suoi ragazzi, in gran parte giovani. Così, se l’ambiente è positivo e propositivo, i numeri lo incoraggiano ed il cerchio si chiude perché l’Italia può guardare alla fine del quadriennio appena iniziato pensando di superare i 100 milioni di fatturato.

Estero da copiare

Un bel salto in avanti della federazione e della Nazionale. Fino allo scorso gennaio c’era un advisor, Infront, a cui era stata data delega di trattare e trovare gli sponsor a fronte di un minimo garantito da 57 milioni. Da gennaio, trattare e trovare gli sponsor è questione gestita in via Allegri con un ufficio cresciuto da 4 a 15 elementi. Altrove si fa così, in Germania o Francia per esempio dove i dipendenti al marketing sono anche 4-5 volte di più. E, adesso, si fa così anche da noi con un incremento di circa 10 milioni di fatturato in una stagione e da proiettare nelle prossime tre.

Quale ruolo hanno recitato Mancini e il suo gruppo in questa svolta? Un ruolo senza il quale i conti sarebbero stati diversi perché nel calcio il pallone rotola e se lo fa alla rovescia cala l’interesse. Spendere il nome e il volto del ct anche sul tavolo di trattative lontane dai riflettori è stata, e sarà, una carta dal valore di un jolly prezioso: se lo sponsor tecnico Puma ha potuto immaginare un secondo debutto della divisa verde a distanza di 65 anni dal primo è stato perché il terreno per farlo si è presentato fertile visto le fortune dei ragazzi del Mancio e più facile è stato avanzare la richiesta al presidente federale Gravina.

Il bis contro l’Armenia

Più 30 per cento è l’incremento del fatturato della Figc, quattro gli sponsor che hanno sposato il progetto Italia in questi ultimi mesi, altrettanti bussano alla porta. Fra i quattro già della famiglia nazionale, uno, Pupa, vale solo per il calcio femminile ed è una novità assoluta. In questo contesto ecco spuntare il verde che divide. «A me - sottolinea Donnarumma - piace e penso piaccia anche ai giovani.». In verde si giocherà con la Grecia sabato e a Palermo con l’Armenia a novembre. Poi, in primavera spazio alla nuova maglia bianca e al lancio di quella azzurra per gli Europei. Ad Euro 2020, debutto il 12 giugno a Roma, l’Italia si affiderà al suo storico colore. —

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