Igor in vetrina alla Spal per andare alle Olimpiadi con il Brasile Under 23

Il difensore centrale si sta ritagliando un bello spazio nella formazione di mister Semplici e potrà diventare una pedina importante oltre che conquistare un traguardo di prestigio 

La storia

Se nasci in una città il cui nome, tradotto in italiano, si legge Buonsuccesso, in uno stato la cui capitale si chiama Bello Orizzonte, allora c’è qualcosa che ti promette un futuro luminoso.


Percorso

Lui è Igor, come da apelido. Il 21enne difensore centrale della Spal viene proprio da Bom Sucesso, e nessuno è più indicato per testimoniare che il... successo, nella vita, è frutto di sacrifici, lavoro, perseveranza. Soprattutto in Brasile, dove la realtà quotidiana è assai dura. Ne sa qualcosa il figlio forse più illustre di Bom Sucesso, quel Reginaldo Lopes che molto prima di arrivare in Parlamento ed essere l’autore della legge che rappresenta il principale strumento anticorruzione ha iniziato a lavorare a 9 anni come garzone, panettiere, pasticciere. Qui, per carità, parliamo di calcio, ma forse anche quell’ esempio ha ispirato Igor nelle battaglie della quotidianità. Non a caso il difensore sui suoi profili social tra le altre cose scrive: «A volte è necessario fermarsi e guardare lontano, per poter vedere cosa c’è davanti a noi». Igor ha saputo guardare sicuramente lontano, per percorrere - attraverso varie e non facili tappe - il suo cammino da Bom Sucesso a Ferrara. Giocare nella Spal, nella serie A italiana, è una meta. Per conquistare la vetta resta ancora tanta strada. Una strada che, appunto, può portare ancora più distanti.

Meta

In Giappone, a Tokyo, alle Olimpiadi del 2020. L’obiettivo è arrivarci con la Nazionale Under 23. Il Brasile oggi gioca in amichevole a Recife contro il Venezuela, lunedì sempre a Recife col Giappone. Igor non c’è. Vuole tornarci, in maglia auriverde. Diciamo tornarci perchè nel 2016 era nell’Under 20, in ottima compagnia: Lyanco (ora al Torino), Rogerio (Sassuolo), Gerson (Flamengo, ex Roma e Fiorentina), David Neres (Ajax), Pedro (Fiorentina), Malcom (Zenit), Richarlison (Everton). Mica male... Può farcela. Ibanez è regolarmente convocato ma nell’Atalanta non gioca mai. Lo spallino invece ha spazio. Mister Semplici lo ha già utilizzato cinque volte su sette, tante per un 21enne alla prima esperienza in Italia. Inoltre, le ultime due apparizioni - contro Juventus e Parma - le ha fatte da titolare nel suo ruolo naturale, centrale mancino.

“Monstro”

«Igor - ci diceva l’osservatore di una big - ha potenza, tecnica, personalità, un fisico impressionante. Deve giocare sempre». Lo deciderà Semplici. Di certo, far bene nella Spal farà bene a Igor e... alla Spal. I brasiliani di Lance hanno scritto che i compagni chiamano Igor “la bestia”, come l’ex romanista Julio Baptista. Noi diremmo “monstro”, come Dedè. Chi non sa chi sia, dia un’occhiata e faccia il confronto. —

Paolo Negri

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