Vencato e Panni, il Kleb fa valere la legge degli italiani

Mantova conduce a lungo poi cede nel finale. Nel primo tempo è super il play Dopo esplode la guardia: immarcabile. La Feli Pharma ha pure una difesa mitica



La scintilla si accende come l’arrivo di un messia. È il minuto 36’ di una battaglia intensa e coach Leka (sotto 62-68) cerca risorse pur sapendo di non averne. Finora la Feli Pharma era stata più nervosismo che fiammate, generosità e tenacia più che talento. Difesa piuttosto che attacco. Mantova tosta e a testa alta: dura in difesa come Ferrara, ma con più facilità in fase offensiva. Lawson una sentenza da fuori sul “pick & roll”(poi sotto quando infuria tempesta un po’ sparisce). Ghersetti professore spalle a canestro, Clarke bloccato da Vencato per lunghi tratti ma poi chirurgico.


oltre tutto

Pareva l’atto finale dell’uragano Mantova. Tra l’altro Kleb senza Baldassarre, scavigliato alla vigilia. Campbell spento, Wiggs generoso ma arruffone. Poi ecco quel che mancava: tiro da fuori e fiducia. Perché la Feli Pharma difende sempre e questo, almeno in casa, è una garanzia. Poi, succede...

Panni on fire dalla distanza: cesto, tripla e tripla. Il baby Wiggs: tripla e tripla non esattamente la specialità della casa. La percentuale da tre sale al 29%, soprattutto il palasport diventa trascinante. Ferrara in fiducia. Adrenalina. Non cala la difesa, sale la fase offensiva. Aumenta l’entusiasmo ed è giunta una vittoria memorabile. Break devastante di 15-2 e match ribaltato: dal 62-68 al 77-70 estense ad un minuto dalla sirena. Delirio. Visconti prova a riaprirla, ma il Kleb è lucido e Panni non sbaglia un libero. Per Alessandro 23 punti su 25 nell’ultimo quarto. E occhio: Campbell ha giocato male anche stavolta, però nei minuti finali - decisivi - ha espresso una difesa mitica su Ghersetti prima e Lawson dopo sul cambio sistematico.

La legge di luca

Se Ale Panni (con Wiggs) è l’hombre del partido, la Feli Pharma è rimaasta in piedi quando infuriava tempesta grazie alla prova maiuscola del grande ex Luca Vencato. Sopra le righe in attacco con 14 punti nei primi 20’, magister a francobollare Clarke. Lucido a gestire in regia i possessi vitali. Al fianco, Vencato, ha avuto la solita solida prestazione di Fantoni.

Ci sono stati anche i lampi di Beretta (buttato nella mischia con pochi allenamenti sulle gambe) ed Ebeling. Sono stati dentro la partita. Non esenti da sbavature, però non sono crollati.

paradosso

Ferrara, ad un certo punto, pareva dover scontare tutto: il forfeit di Baldassarre e quindi una maggiore quota rimbalzi concessa ai rivali; Campbell con scarsissima ispirazione, fuori ritmo e con forzature. Percentuali di squadra sempre bassine.

È difesa contro difesa, con Mantova che a volta sembra Ferrara: tiri aperti sbagliati. Però il Kleb fa peggio e i lombardi restano avanti: 13-19, 33-34 e 52-55 al 30’. Leka ne prova di ogni: Beretta e Fantoni insieme. Poi quintetto piccolo con Ebeling pivot, infine la quadra: Fantoni sotto e Campbell da “quattro”. Soprattutto, il nervosismo si trasforma in gas.

Non c’è più il paradosso per cui un italiano (Vencato) sta segnando più dei tuoi due Usa. Perché Wiggs libera sfrontatezza, atletismo e spavalderia anche dalla distanza. Panni è boom boom da oltre sei metri e dai cinque metri. La Pompea barcolla, poi subisce. Poi sbatte sul muro estense: quello c’è sempre. Seconda vittoria in campionato e bell’aria in casa biancazzurra.

«La vera felicità - dice Panni a fine gara - è che i miei punti sono serviti per portare a casa il successo. E grazie a Fantoni che blocca sempre molto bene quando esco dalla marcatura per riceve il pallone. Questo successo vale doppio».

Qui sono tutte battaglie, ragazzi. —



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