Mattioli dà la linea alla Spal: «Saranno solo battaglie Sudare il doppio e vincerle»

Alla cena di Natale il presidente ribadisce: chi non crede nel progetto lo dica ora. Petagna in platea applaude e annuisce: sarà ancora lui al centro dell’attacco

FERRARA. Ci sono occasioni che, per loro stessa natura, sono “patinate”, un po’ fasulle, persino melense: le cene ufficiali per le festività natalizie sono tra le più a rischio. Tutt’altro che banale, invece, quella di martedì sera, che ha riunito la grande famiglia Spal. Famiglia, termine abusato nelle più varie declinazioni, ma che è marchio in casa biancazzurra. Nel bene e nel male, nella gioia e nella difficoltà, quando c’è da festeggiare un evento o prepararsi alla più ardua delle sfide. Dicendosi le cose in faccia. Ecco, tutto questo ha pervaso il ritrovo conviviale in fiera. Messe a tavola 1.200 persone, presenti tutte le squadre del settore giovanile, femminile e maschile, tanti genitori dei piccoli calciatori, poi naturalmente dirigenza al competo, autorità, prima squadra.

I GIOVANI


Il vivaio si è preso subito la scena, sfilando sul palco, con Enrico Menegatti, responsabile della comunicazione spallina, a chiamare uno a uno i giovani che difendono i colori della Beneamata in ogni categoria - dal settore femminile all’Accademia fino a tutte le giovanili -, assieme ai loro allenatori. Premiato Filippo Soriano dell’under 15, studente del Bachelet, per la sua media-voto salita a 8,2, il migliore di tutti: per lui anche la foto con capitan Floccari. Soprattutto, ha toccato il cuore il filmato con le interviste ai più piccoli, che hanno regalato frasi d’amore puro per il calcio e per i loro idoli, anche con commenti di un certo spessore tecnico.



IL “PRES” DURO

Il saluto del direttore generale Andrea Gazzoli, quello dell’arcivescovo Gian Carlo Perego, ma poi il microfono l’ha preso lui. E stavolta Walter Mattioli non è stato prettamente natalizio, anzi. Tre i passaggi chiave, tre le ovazioni della platea: «Dopo la partita con il Brescia avrei preso tutti a scapaccioni, perché non si può perdere così», «Se qualcuno non crede più al progetto, alzi la mano e lo dica», «Nel girone di ritorno ci aspettano solo battaglie e bisogna lavorare il doppio per vincerle».

Poi, il presidente ha ricordato la crescita del club, con 160 dipendenti e diecimila giocatori “controllati” tramite società convenzionate: la Spal ha assunto dimensioni aziendali rilevantissime.

PETAGNA C’È

A colpire, mentre il “pres” dettava la linea, è stato soprattutto l’atteggiamento di Andrea Petagna. Lui, bomberone sempre al centro di desideri altrui, non solo a parole, ma proprio fisicamente, ha fatto ben capire quali siano le sue intenzioni: applausi e, soprattutto, quell’annuire alle parole del presidente, quella totale condivisione, per uno come lui che è sempre stato al centro del progetto tecnico-tattico spallino, da quando è approdato a Ferrara.

Ma i segnali forti non sono terminati qui. Non è stato da meno quello lanciato da Davide Vagnati. Il direttore dell’area tecnica ha pronunciato il suo discorso dopo che, sullo schermo gigante, era stato proiettato il filmato dei gol segnati in questa stagione dai biancazzurri, solo 10 nelle 16 partite di campionato e ben 8 nelle due di Coppa Italia.



VAGNATI CI CREDE

«Qualcuno dell’area marketing - ha esordito il ds - mi aveva sconsigliato di trasmettere questo filmato, vista la situazione. Invece no, l’ho voluto far vedere, perché nel bene e nel male, questo abbiamo fatto in campo, soprattutto a inizio stagione con spensieratezza. Il presidente ha fatto un grande discorso e io aggiungo ce la faremo, se ci stanno tutti dentro, ce la faremo. Abbiamo un grande allenatore (applausi, ndr) e un grande staff».

Infine, la promessa: «Qualcosa sul mercato la faremo».

LEO E LA MEMORIA

Si avvicina il momento conclusivo, la prima squadra e tutto lo staff che la segue, fino ai magazzinieri, vengono chiamati sul palco. Il battimani s’accende di più per Kurtic, Paloschi, per Petagna si arriva all’ovazione, calda l’accoglienza per capitan Floccari. È il momento del mister. Leonardo Semplici prende il microfono e il suo ragionamento è un richiamo alla memoria: «Stiamo vivendo un momento abbastanza simile a quando sono arrivato qui. È un anno difficile, durissimo, ma vogliamo essere all’altezza delle aspettative della società, dei tifosi, soprattutto di noi stessi: serve la voglia di remare tutti dalla stessa parte».

Taglio della torta a due mani per mister e patron, i calici si alzano fra gli applausi e gli auguri. Ora torna a parlare il campo. —


 

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