La Spal prova anche a giocare a scacchi. C’è da sorprendere la Juve di Ronaldo

Di Biagio pensa alla svolta tattica che già stese la Lazio. Missiroli e Murgia davanti alla difesa, Petagna ariete in avanti 

FERRARA. Per evitare di sentirsi dire chi è la più bella del reame, mister Di Biagio evita di specchiarsi con la Juve. Una settimana a disquisire di 4-3-3 simile a quello bianconero, poi ieri - in conferenza stampa - mister Gigi se ne esce con un «vi stupirò». La base di partenza spallina rimane la retroguardia a “quattro”, il resto un giocare alla scacchiera. Ma è assai probabile che la Spal vada a scovare risorse nei meandri della tattica, sfuggendo al modulo “a specchio” che avrebbe inevitabilmente decretato la Juve (nonostante sia una vecchia signora) come la migliore sul palcoscenico stellato del Mazza.

Mammasantissima. Si gioca alle 18 ed è partitissima, ovviamente non per la graduatoria che mette di fronti gli antipodi: la prima contro l’ultima. È super match per il fascino e il senso dell’attesa. Inoltre fa quasi sorridere a scriverlo, ma la Juventus deve sfatare il tabù Mazza: nelle ultime due stagioni a Ferrara un pari (0-0) e una sconfitta (2-1). Per giunta la truppa di Sarri arriva senza tre mammasantissima quali Higuain, Pjanic e Khedira rimasti a Torino a curare lievi acciacchi. Ma siccome mercoledì c’è la Champions e un affamato Lione che attende i bianconeri, il clan juventino evita qualsiasi rischio. Epperò l’esigenza torinese di vincere rimane tutta, in quanto la lotta scudetto quest’anno è serrata più che mai.


Di Biagio ha problemi opposti: porre resistenza e ripartire. Aprirsi per qualche sortita e alzare la diga. Dunque, ecco una Spal che potrebbe proporsi con un 4-2-3-1. Perché il 4-4-2, possibile alternativa, è assai simile al 4-3-3: basta spostare un metro avanti e uno indietro Strefezza e sostanzialmente l’assetto rimane simile. Potrebbe anche germogliare l’idea del 4-3-1-2 con Valoti tra le linee, ma in mezzo al campo contro la Juve servirebbe spessore e Valoti a Lecce (va detto in un ruolo non suo, così largo a destra) non ha dato l’impressione di vigorìa.

Di certo dal teorema pitagorico di mister Semplici (il 3-5-2 dogma intoccabile), la Spal sta virando ad una certa duttilità. E gli uomini per farlo ci sono.

Ribaltone. Il 15 settembre 2019 la Spal ha colto la vittoria finora più bella della stagione al Mazza: quella con la Lazio. E lo fece con un ribaltone deciso dopo un quarto d’ora della ripresa, con l’Aquila avanti e in controllo. Semplici inserì Strefezza, ordinò il 4-2-3-1. Con Missiroli e Murgia frangiflutti, Strefezza e Di Francesco ai lati e Kurtic in mezzo. Petagna ariete. I biancazzurri trovarono furore e velocità, verticalizzazioni centrali e sfogo sulle fasce. Contro una big. Un bagliore e uno schema mai più riproposti. Beh, un top team davanti c’è anche oggi e la Spal ha necessità di proteggere la difesa, al contempo andare più in area. A parte Kurtic (al Parma) gli interpreti di allora possono essere gli stessi odierni. Con l’eccezione di Castro al posto dello sloveno.

Quella porzione di match a Di Biagio l’avranno raccontata il presidente Mattioli e il ds Vagnati, può essere che il neo tecnico biancazzurro l’abbia fatta sua in questi giorni di lavoro al Centro. Se non sarà in avvio, magari diventerà arma a gara in corso. Comunque sia, cercasi impresa per una partita quasi impossibile e una salvezza che sta sfuggendo. Se poi stasera accadesse il miracolo... —