Rinvio senza data per le coppe Cassa integrazione per serie B e C

La Uefa non fissa un piano B. Oggi la Lega chiederà aiuti economici 

il caso

Stefano Scacchi


Rinviate senza una nuova data. La decisione della Uefa sulle finali delle coppe europee fotografa la totale incertezza nella quale deve muoversi il calcio in questa emergenza globale. Ieri Nyon ha stabilito che le finali di Champions League (maschile e femminile) ed Europa League galleggiano in un mare senza boe: «Nessuna decisione è stata presa sulle nuove date. Ulteriori comunicazioni saranno fatte a tempo debito», si legge nel comunicato che rimanda alle successive riunioni del gruppo di lavoro sul calendario, guidato dal presidente Ceferin, chiamato ad «analizzare le opzioni disponibili».

Tutte formule ispirate a un’assoluta mancanza di sicurezze immediate. Questo annuncio spazza via tutte le ipotesi di ricollocazione delle partitissime di Istanbul e Danzica che erano state fatte una settimana fa, dopo l’assemblea straordinaria in videoconferenza che aveva spostato l’Europeo al 2021 e congelato Champions ed Europa League in corso.

In Italia passa in secondo piano anche la questione della ripresa degli allenamenti. Il fatto che i club autorizzino i giocatori stranieri a tornare nei loro Paesi dimostra che le tempistiche sono sempre più dilatate. L’Aic suggerisce di impostare il problema in un altro modo: non quando ricominciare, ma come. Il sindacato calciatori chiede a tutte le componenti di studiare un protocollo simile a quello predisposto da parti sociali e governo per la tutela della salute dei luoghi di lavoro ancora aperti. Occorre predisporre varie misure che devono coinvolgere calciatori, staff tecnico, magazzinieri, spogliatoi, viaggi e hotel. Occorre, ad esempio, fare in modo che gli spogliatoi siano sanificati più volte al giorno e che tutto il personale in contatto con la squadra abbia mascherine e protezioni adeguate. In questo protocollo rientrano le nuove visite di idoneità alla ripresa dell’attività. L’Aic ricorda che in alcuni casi un’infezione da streptococco può fermare un atleta. Quindi occorre cautela massima con un virus in gran parte sconosciuto.

Oggi la Lega Serie A invierà alla Figc le proposte da girare al governo per limitare gli impatti economici dello stop al calcio. I club danno la precedenza a interventi immediati che possono entrare nei decreti di Palazzo Chigi. Tra questi, l’introduzione in Italia di un sistema di cassa integrazione simile a quello utilizzato da alcune società di Ligue 1 in Francia, in modo da tutelare gli ingaggi più bassi tra Serie B e C e gli stipendi dei dipendenti (non dei calciatori) dei club di Serie A. —

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