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I progetti di “Tatu” Ebeling: «Riportare il Kleb in A»

L’ala della Feli Pharma: «La mia volontà è restare, per completare il progetto. Qui posso crescere ancora, come del resto la squadra. Devo molto a Leka»

FERRARA. Campionato certamente da ricordare - fino a quando si è giocato - per Michele Ebeling, ala della Feli Pharma. Assieme alla squadra, “Tatu” è cresciuto esponenzialmente, “ballando” fra il ruolo di ala forte e quello di ala piccola. I numeri parlano per lui: oltre 7 punti e 4 rimbalzi in oltre 19 minuti a gara, conditi da diverse giocate spettacolari e schiacciate.

Adesso, con la stagione definitivamente bloccata, Ebeling fa il punto della situazione, con un’analisi ad ampio raggio.


Il bilancio

«A livello personale è stato sicuramente un anno positivo – racconta il lungo biancazzurro –. Sono molto contento per la mia crescita personale, iniziata a maggio scorso con il lavoro individuale con coach Spiro Leka e Nando Maione, lavoro poi proseguito durante tutta l’estate. In campionato, sempre grazie al lavoro di Leka, sono riuscito a diventare maggiormente versatile, cosa che mi piace. Indubbiamente, devo molto a coach Leka: per la mia carriera, se in futuro vorrò diventare qualcuno, dovrò giocare molto più da esterno che da lungo; insomma, dovrò essere un’ala piccola. Grazie al coach per queste prime “impronte” che mi ha dato».

La stagione della squadra

Allargando il discorso, Ebeling ha affermato: «Parliamo di un’annata super positiva. Noi giovani siamo stati bravi, però molti giocatori veterani della categoria sono riusciti a fare un passo indietro, creando quel mix giusto affinché si potesse avere il massimo dall’unione fra senior e giovani. Bravi Beretta, Buffo ed io a creare quella voglia di vincere che portasse verso un unico obiettivo. L’attaccamento alla maglia dei giocatori, a Ferrara, non si vedeva da un po’ di tempo».

Lo stop forzato

Quanto al termine anticipato della stagione, Ebeling sottolinea: «La scelta è stata doverosa. Non c’erano più le condizioni per poter andare avanti. Se avessi dovuto scegliere tra il giocare a porte chiuse e non giocare, anch’io avrei scelto di fermarmi. Se giochi, lo fai per regalare spettacolo e fare divertire la gente, altrimenti non ha senso».

Il pubblico

«La vicinanza della nostra gente non era scontata – ha continuato “Tatu”: diventa un impegno seguire la squadra la domenica sera, a maggior ragione fuori città. Vedere i propri tifosi fuori casa è sicuramente un aiuto: quando ti mancano le forze, pensando a loro ti butti comunque su ogni palla».

Il futuro

Infine: «Spero vivamente di restare a Ferrara l’anno prossimo, ritornando a fare quanto stavamo facendo: vincere e portare Ferrara ai play off, cosa che voglio fare assolutamente, anche perché sarebbero i miei primi play off in carriera a casa mia: con il pubblico che ci ritroviamo sarebbe qualcosa di stupendo. L’intento mio è restare e crescere a Ferrara. Come ha già detto capitan Tommaso Fantoni, il massimo sarebbe riportare Ferrara nella massima serie, aspettiamo di sapere il budget che sarà a disposizione, ma l’obiettivo primario sarebbe quello di restare anche l’anno prossimo, con il maggior numero di giocatori possibile – ha chiuso Michele Ebeling –. Se porti avanti il progetto che avevamo iniziato quest’anno, secondo me viene fuori sicuramente una bella cosa». –

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