Cambiano decreti e prospettive, ma il Crer rimane sempre in attesa

Il presidente Braiati: seguiamo le regole, ma francamente mi aspettavo di più

FERRARA. Le date correlate all’emergenza coronavirus cambiano. Ma nonostante tutto, per lo sport dilettantistico, sono più i dubbi che le certezze. Si parla tanto di calcio professionistico e dei mille dubbi che si trascina, poco di calcio dilettantistico. Magari si borbotta molto, ma si parla poco.

Dopo i nuovi decreti, però, è logico chiedere informazioni. Il presidente del Crer, Paolo Braiati, non è in condizioni di dare certezze. «Non ci sono novità. Stiamo cercando di vedere cosa succede, ma le indicazioni su come andare avanti ancora non ci sono. Stiamo sperando che il prossimo consiglio federale possa dare indicazioni utili e magari che non esaurisca il tempo parlando di professionisti o di serie A».


«La situazione è sempre la stessa - aggiunge Braiati -: non possiamo fare nulla senza le indicazioni da Roma. E va detto che chi ha compiuto scelte diverse dovrà giustificarle. Noi aspettiamo perché è giusto e perché le regole ci dicono di farlo. Poi, è chiaro, come abbiamo sempre detto, sono stati studiati degli scenari che vanno poi applicati a seconda delle situazioni. Ma fino a quando non ci danno il via, non possiamo fare altro che aspettare. Possiamo prendere il tempo che abbiamo per pensare al futuro, ragionando sulla prossima stagione, ma fino a quando a Roma non decidono, per questa stagione c’è poco da fare».

«A livello nazionale mi aspettavo di più, di quanto non ci sia di definito. Il movimento del calcio garantisce anche molto del resto dello sport, ed il problema va affrontato. Ma speriamo si parli e si ragioni anche per il calcio dilettantistico. Il futuro di questo ambiente dipende dalle decisioni di questi momenti, logico che non siano affrettate». —

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