Spal, chances di salvezza nella difesa

Nelle 12 gare che ci saranno dalla ripresa a fine campionato sarà indispensabile subire meno. Parma il riferimento

FERRARA. Non subire gol è certezza matematica di punti in saccoccia. O meglio, uno arriva sicuramente. Se poi sei bravo e capace nell’andare a rete, allora ne arrivano anche tre. Così è stato nell’ultima partita giocata dalla Spal prima della sospensione del torneo, quella contro il Parma, e così – magari – dovrà essere nelle restanti dodici finali che – una volta ripreso il campionato – vedranno impegnati i biancazzurri durante l’estate.

KEEP CALM

Al “Tardini” la Spal si era collezionata il terzo clean sheet stagionale. Dato decisamente basso che può e deve far riflettere. È chiaro che anche in prospettiva, vista la condizione precaria di classifica, la Spal ha bisogno di vincere le partite. Ma può benissimo tentare di farlo percorrendo la strada della tanto remunerativa cautela, approcciandosi in maniera corta, compatta, aggressiva e preventiva, cercando poi di colpire cinicamente nelle poche occasioni che solitamente è capace di produrre. Il dato di Parma ha aggiornato quello dell’ormai lontano 10 novembre del 2019: a Udine la Spal aveva evitato a Berisha di chinarsi per raccogliere almeno un pallone in fondo al sacco. E anche in quell’occasione la possibilità di vincere la Spal ce l’aveva avuta, sempre con Petagna e sempre dal dischetto. Esito diverso, purtroppo. Resta il fatto che è veramente troppo importante non subire gol: è la certezza, garantita, che permette poi la ghiotta possibilità di spuntarla.

LINEA DIVERSA

È una Spal, quella di mister Gigi Di Biagio, che stava lavorando – e ora ha ricominciato a farlo – sulla quadratura generale con il ridisegno tattico della linea arretrata, disposta “a quattro”. Quel 10 novembre a Udine – sotto la gestione di mister Semplici e nel suo abituale 3-5-2 – i protagonisti difensivi dello 0-0 erano stati Cionek, Felipe (sostituito a poco dalla fine da Vicari) e Tomovic, mentre a Parma l’ultima linea di movimento è stata composta da Cionek, Vicari, Bonifazi e Reca (poi cambiato per infortunio con Felipe). Terzini pressoché bloccati, un’ottima copertura garantita dal centrocampo (esterni compresi) e performance sicuramente positiva finalmente arrivata in totale sintonia da parte di due giovani del calcio italiano come Bonifazi e Vicari, schierati al centro della retroguardia spalina.

PROFILI DI CASA

Il primo ha trovato continuità d’impiego fin dal suo ritorno a Ferrara (sei partite filate, dal derby col Bologna fino ad arrivare appunto a Parma), ma a causa di una condizione fisica inizialmente alquanto precaria ha mostrato le sue doti, a cui tutti sono ormai abituati, solo al “Tardini”. È il caso di ricordare che non appena la stagione ripartirà, allo scoccare della prima presenza Kevin sarà da considerarsi ufficialmente riscattato da parte della Spal, che vedrà scattare tare obbligo nei confronti del Torino (discorso analogo per il centrocampista Castro, alla Spal dal Cagliari). E ancora su Bonifazi: proprio recentemente mister Di Biagio lo ha definito «da Nazionale». Una vera e propria investitura, da parte dell’ex c. t. dell’Under 21, che ha avuto il difensore alla sue dipendenze anche in Azzurro.

Vicari, invece, a Parma aveva esordito nella nuova era Di Biagio disputando un match (quasi) da veterano. Il centrale numero 23 aveva dovuto saltare la trasferta di Lecce per un problema muscolare che l’aveva tenuto in panchina anche durante tutta la partita contro la Juventus. Al suo posto aveva giocato in entrambe le circostanza Ervin Zukanovic, uno che si è ben approcciato al mondo Spal dimostrando una personalità assoluta dentro e fuori dal campo. Se la giovane coppia di biancazzurri italiani dovesse richiedere una turnazione, il centrale bosniaco sarebbe di certo una garanzia a cui appoggiarsi. Staremo a vedere come si comporterà il pacchetto arretrato non appena tra caldo, umidità e altri ostacoli il pallone tornerà a rotolare dentro il “Paolo Mazza”, e altrove. Con un occhio ai gol subìti: i 23 (tra campionato e Coppa Italia) incassati nel periodo intercorso tra Udine e Parma non lascerebbero speranze di salvezza alla Spal. Numeri da sovvertire. Col sudore e con una nuova organizzazione meticolosa. –

Alessio Duatti

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