Colombo analizza la ripresa: «La rincorsa della Spal si gioca alla roulette russa»

L’ex difensore, oggi agente Fifa: ritardo notevole ma ora tutto può succedere. «Di Biagio e la rosa ampia i vantaggi. Sorpreso dai tempi dell’addio di Vagnati»

FERRARA. Beppe Colombo è osservatore privilegiato degli accadimenti calcistici di questo periodo. Agente Fifa con sede a Bruxelles, da tre mesi nella sua casa di famiglia a Roma, l’ex difensore della Spal è vicino dunque ai centri del potere o quantomeno a due poli opposti per quanto riguarda la gestione dell’emergenza coronavirus in relazione agli impatti sul calcio.

L'ESEMPIO BELGA

«Siamo stati e siamo davanti ad un problema – dice Colombo – che va oltre i fatti ed i riflessi sportivi. In Italia è tutto complesso, all’estero tutto più snello. Ed il Belgio lo testimonia. In pochissimi giorni hanno preso una decisione (la chiusura della stagione; ndr) che ha dato credibilità al sistema: se non decidi, resti nell’incertezza, e la gente non vuole incertezze. Loro sono stati veloci, rapidi. All’inizio la decisione del Belgio ha destato scalpore perché là sono stati i primi ad agire in quel modo, ma col senno di poi hanno avuto ragione. Un segnale forte per non creare ulteriori dubbi».

TUTTO SNATURATO

Il modello italiano è diverso da quello belga. Colombo lo sa bene e la sua riflessione è questa: «Gli interessi economici sono diversi, certo. Qui il sistema-calcio è sostenuto dal denaro, gli introiti derivanti dai diritti tv sono talmente grandi che le società poggiano su quelli. È quindi quasi inevitabile che si riprenda il campionato, ma si parla di interessi economici e non di salute. È tutta una forzatura. Il calcio è fusione con la gente, esultanza in campo, contatti. Verrà snaturato. La Bundesliga ha dato un segnale di ripresa ma con uno spettacolo ben diverso da quello cui siamo abituati. E qui, alla ripresa, sarà una serie A tutta da decifrare». In tale contesto la Spal potrà rimontare e salvarsi?

TANTE INCOGNITE

Colombo è scettico però... «Ci spero, ovvio, pur se – inutile negarlo – il ritardo è molto importante. Ma tutto può succedere, a maggior ragione in questa situazione. Lo stop è stato lunghissimo, la preparazione è tutta da rifare... Il seguito della stagione sarà una roulette russa, interamente da scoprire. Si giocherà in mesi cui non siamo abituati, con temperature elevate ed ogni tre giorni. Tante incognite... Ce la farà chi avrà più fortuna e sarà più pronto a conquistare punti anche impensati rispetto ad un finale classico. La Spal un vantaggio ce l’ha».

Colombo spiega quale: «L’ampiezza dell’organico, grazie ai pieni recuperi di Fares, D’Alessandro, Cerri e Dabo. Uomini importanti, e vista la frequenza delle gare sarà un fatore determinante. Oltretutto, credo che Torino e Udinese possano ancora essere risucchiate, e Lecce, Genoa e Sampdoria sono rivali non fuori portata. Nella corsa sulle genovesi saranno determinanti, o di grande rilievo, gli scontri diretti, questo è evidente. Mi auguro che la Spal possa rimontare per agguantare quantomeno la possibilità di giocarsela fino all’ultimo».

Quanto alla guida tecnica, Colombo non ha dubbi: «Di Biagio ha un “vissuto” notevole, di alto livello e di anni e anni, il fatto che non abbia curriculum in serie A significa nulla. Anzi, il suo carisma può essere un valore aggiunto. Piuttosto, per tempistiche, in un momento del genere, mi ha sorpreso l’addio di Vagnati, forse ha pensato che l’avventura della Spal in serie A fosse già terminata. Mah... una decisione di cui solo i diretti interessanti possono conoscere i reali contorni».

«IO DICO ZAMUNER»

Quanto al successore di Vagnati, Colombo la vede così: «Da ex spallino dico Zamuner. È capace, conosce il calcio e la piazza, mi sembra che abbia il profilo giusto. Io credo che la società abbia già le idee ben chiare, ma dovranno rendere operativo in tempi brevi il nuovo diesse, non potranno aspettare l’estate». Magari, un agente come Colombo può anche suggerire qualche nome di giocatori in ottica mercato: «Ce ne sarebbero tanti, ma credo che in questo momento la Spal debba concentrarsi sul campo. Poi, certo, dovrà avere un piano A e un piano B per il mercato, che sarà molto lungo e con tante variabili. Vivremo tutti quanti un’estate calcistica molto lunga». –