Spal, il Centro di Coordinamento tiferà a distanza. «Calcio snaturato ma sosterremo i nostri colori»

La presidente Ferozzi: sarà tutto tristissimo, il football è anche della gente e le porte chiuse sono un’anomalia. «Vedremo di organizzarci e trovarci nei locali, nel rispetto delle norme. Intanto abbiamo il boom delle mascherine sociali»

FERRARA. Chissà se il creativo del prossimo tormentone estivo introdurrà anche un versetto riguardante il calcio a porte chiuse. Uno dei termini più inflazionati del momento, visto che è arrivata l’ufficialità della ripartenza del campionato con le ultime dodici partite che si giocheranno a stadi completamente vuoti. La sensazione, in tutt’Italia, è che questa anomala ripartenza non sarà accolta da un grosso entusiasmo popolare. Intendiamoci: il ritorno del calcio giocato farà sicuramente bene ai bilanci del sistema pallone, probabilmente attenuerà l’astinenza visiva dei tanti appassionati, ma è chiaro che i surreali scenari a cui si assisterà non scalderanno particolarmente i cuori di chi il calcio lo ama vivere in tutte le sue sfumature, tra cui quelle ambientali.

Un grosso “No”

Né dalla parte degli ultras, né dalla parte dei club e nemmeno dei tifosi non organizzati. In ambito ferrarese si conoscono molto bene le opinioni espresse dalla Curva Ovest che già in tempi non sospetti si era dichiarata contraria alla ripresa di un campionato legato solo al business. Il feudo caldo del tifo biancazzurro si era anche allineato a un maxi comunicato proposto da centinaia e centinaia di gruppi ultras europei. Il motto generale, scritto sostanzialmente in tutte le lingue del mondo, è che “il calcio senza i tifosi non è nulla”. Ed è chiaro che in questo contesto anche l’obiettivo sportivo della Spal, nei discorsi che la gente, passa un po’ in secondo piano. Magari, quando si ricomincerà, i punti, le sfide, la rincorsa salvezza e le prestazioni faranno leggermente più gola, ma nel momento in cui il popolo fa la fila telematica per farsi rimborsare il proprio abbonamento è ovvio che il gusto per il calcio giocato venga perlomeno accantonato.

Show grigio

È dello stesso pensiero anche Valentina Ferozzi, presidente del Centro Coordinamento Spal Clubs: «Abbiamo appreso di questa ripresa del campionato, ma sarà tutto tristissimo. Il calcio non è solo delle società o dei giocatori, ma è anche dei tifosi. Senza la gente sugli spalti non ci sarà quella famosa cosa in più. Basti pensare all’ultimo Parma-Spal di inizio marzo: uno spettacolo tristissimo. Si sentivano solo le urla dei calciatori che riecheggiavano dentro lo stadio vuoto. Penso – ha aggiunto la Ferozzi – che il nuovo scenario sarà triste anche per i giocatori stessi. Io personalmente già non sopporto il vedere una partita in televisione, figuriamoci poi senza il pubblico presente. Stiamo vivendo una situazione molto anomala, che nessuno di noi avrebbe immaginato di dover sopportare».

La numero uno del Coordinamento guarderà comunque il finale di campionato della Spal: «Lo farò solo perché amo questi colori, ma sarà brutto vedere questo calcio. In questo momento come Coordinamento SpalClubs non ci siamo ancora dati un’organizzazione perché l’ufficialità della ripresa è arrivata da pochissimo. Ma sicuramente sia in provincia che in città la gente si ritroverà nei classici luoghi per guardarsi le partita, fare il proprio tifo in una situazione di condivisione, però mantenendo ovviamente le distanze interpersonali come già accade nei vari locali tra cui bar e ristoranti».

Abbonamenti

La sede del Centro Coordinamento è stata chiusa per circa due mesi. Ma negli ultimi giorni è tornata attiva. «Sì – ha spiegato la presidente – su invito della Spal stiamo supportando quei tifosi non propriamente abili con l’uso della tecnologia per procedere ai rimborsi in voucher dell’abbonamento. Tra l’altro in questo periodo abbiamo il boom delle mascherine sociali biancazzurre (in raso, con filtro antibatterico; ndr) che sono bellissime e hanno avuto un enorme riscontro tra i nostri tifosi perché sono fatte appositamente con taglie da uomini, donne e bambini».

Raccolta fondi

La scorsa settimana Enrico Campagnoli, a nome del Coordinamento, ha consegnato il primo elettrocardiografo alla Casa della Salute di Comacchio, acquistato grazie alla raccolta fondi organizzata e promossa dai club biancazzurri alla quale hanno aderito soci e semplici tifosi della Spal. Nei prossimi giorni sarà consegnato un analogo apparecchio alla Casa di Cura di Copparo. –

Alessio Duatti

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