Spal-Cagliari sarà Di Biagio contro Zenga

Sono agli opposti ma tanto li unisce. Hanno giocato nell’Inter e in Nazionale hanno entrambi perso ai rigori i loro sogni

FERRARA. La (relativamente) lunga marcia di avvicinamento è iniziata. La data è già cerchiata in rosso: 22, 23 o 24 di giugno, quando sarà. Spal-Cagliari. Sfida determinante per i biancazzurri nell’ottica del tentativo di centrare la rimonta-salvezza. Ma Spal-Cagliari sarà anche il confronto tra i due allenatori, Di Biagio e Zenga.

GIGI E WALTER

Nomi importanti del calcio italiano. Nomi vincenti. Molto li divide, molto li unisce. Tratti caratteriali e approccio mediatico agli opposti: riservato, in apparenza chiuso, di poche parole, composto e con un certo aplomb lo spallino Gigi Di Biagio. Guascone, estroverso al limite di un’apparente sbruffonaggine il cagliaritano Walter Zenga. Uno (Di Biagio) alla prima esperienza alla guida di una squadra di club, l’altro (Zenga) avventuroso ed avventuriero, comandante dalle mille panchine in ogni angolo del mondo.

In comune hanno le forti personalità (espresse in maniera diversa) ed i decenni da calciatori di alto livello, con il condiviso – in epoche diverse, più “vecchio” Zenga, più “giovane” Di Biagio – filo neroAzzurro: l’Inter e la Nazionale. I rispettivi sogni mondiali svaniti alla soglia della gloria, e – per entrambi – ai rigori: quelli contro l’Argentina per Zenga a Italia ’90; quelli contro la Francia per Di Biagio a Parigi nel 1998. Zenga non ne parò nessuno, in semifinale. Di Biagio, nei quarti, vide il suo infrangersi sulla traversa, a Barthez battuto. Il sottile, sottilissimo, confine tra l’estasi e l’incubo. Gli intrecci del calcio, della vita, del destino.

AL "PAOLO MAZZA"

Come, in qualche modo, il prossimo incontro tra i due a Ferrara. Al “Paolo Mazza”. In Spal-Cagliari, appunto. Zenga qui c’è già stato. Da giocatore, con l’Inter. Non con la Sambenedettese (giocò l’andata nelle Marche, nell’81/82, al ritorno c’era Deogratias). E non da allenatore (subentrato a dicembre, era in panca a Crotone nel febbraio 218, successo spallino 3-2).

Di Biagio sull’erba del “Mazza” era apparso giovanissimo con il Monza, nell’anno di grazia (spallina) 1991/92: Zamuner-Brescia e tutti a casa. Poi ha frequentato panchina e tribuna, come c. t. della Nazionale Under 21, prima di debuttarvi come allenatore della Spal lo scorso 22 febbraio contro la Juventus.

PARTENZA E 4-3-3

Strane cose. Dal suo approdo in biancazzurro Di Biagio ha potuto comandare la truppa in appena tre partite (ko con Lecce e Juve, successo a Parma), prima che lo stop da coronavirus bloccasse per mesi il campionato. Uno stop che ha impedito a Zenga, nominato al posto di Maran appena qualche giorno prima che venissero abbassate le saracinesche, di guidare anche una sola volta il Cagliari. Debutterà nel recupero col Verona tra il 20 e il 21, dopo oltre tre mesi e mezzo dal suo arrivo in Sardegna. Poi ancora in viaggio: a Ferrara. Che sfida sarà? Difficile dirlo adesso, mancano ancora tanti elementi d’analisi, oltre che tanti giorni. Tatticamente sarà una partita a scacchi. Tutta da capire la disposizione delle pedine. Zenga predilige il 4-3-3, ma il Cagliari non ha attaccanti esterni e possiede atipici (Joao Pedro) che amano briglie sciolte sul fronte offensivo. Quindi dovrà adattarsi, o adattare qualcuno.

Di Biagio è a sua volta un adepto del 4-3-3, subito proposto in salsa spallina sia pure con qualche atipica variante. Vedremo se il mister biancazzurro insisterà con il suo modulo prediletto, rendendolo puro o annacquandolo. O se invece proporrà un sistema diverso. Per inseguire la salvezza.–