La Spal all’attacco della salvezza: il vocabolario per la ripartenza

I gol di Petagna, la necessità di avere risposte dalla panchina. La curva, la tattica e l’algoritmo

FERRARA. Viaggio su un pianeta sconosciuto. Le scorie Covid-19, il nemico alieno, sono ancora nell’aria anche se chiunque cerca di rimettersi in piedi. Calcio compreso, l’universo più serio delle cose meno serie. Dicono. La Spal ha giocato l’ultima partita l’8 marzo a Parma, vincendo 1-0 va porte chiuse. Ripartirà martedì 23 giugno alle 19.30 al Mazza contro il Cagliari. A porte chiuse. Questo è l’alfabeto della rinascita.

Attacco. La Spal ha il peggior attacco della Serie A: appena 20 gol. A quota 21 l’Udinese, con però 37 reti subìte contro le 44 dei biancazzurri. E a 22 il Brescia. Top scorer l’Atalanta con 70.


Balzaretti. Il ds Vagnati un mese fa ha rescisso il contratto firmando per il Torino. Un salto di qualità, anche se al momento pure in casa granata dovrà lottare per la salvezza. Come suo successore ha consigliato al management spallino Federico Balzaretti curiosamente nato a Torino. Gran carriera da calciatore fra Toro, Juve, Palermo e Roma. Negli ultimi sette anni ha studiato da dirigente in giallorosso e si sente pronto per la grande avventura. Sembra in pole rispetto a Zamuner e Ludergnani.

Cristalizzazione. Se il campionato non finisce, come stabilire i verdetti? Il presidente federale Gravina se n’è uscito con cristalizzazione della classifica del momento (e fin lì...), ma se non passa il concetto playoff scudetto e playout salvezza si userà un algoritmo. Del quale nulla si sa, ma che dovrebbe stabilire parametri algebrici rigorosi. Il contrario del calcio che dovrebbe trasmettere emozioni ed imprevedibilità. La Spal rischia la B causa computer.

Difesa a “4”. Sei anni di dottrina Semplici ribaltati in meno di un mese. Con Mister Easy la retroguardia a “tre”, oppure a “cinque” se vogliamo, era una filosofia incontestabile. «Finché mi rimangono in rosa degli esterni non cambio» disse Semplici a fronte degli infortuni di Fares e D’Alessandro. Poi è arrivato Di Biagio e in quattro giorni ha fatto la rivoluzione che nemmeno Robespierre: «Difendiamo a quattro. Su questo non transigo».

Esternazioni. Alla ripresa conferenze stampa quasi abolite. Niente mixed zone, calciatori dispensati dalle banalità post gara. E per i tecnici il minimo indispensabile. Una comparsata in tv e no alla sala stampa. Gradiranno.

Fattore campo. In Bundes non esiste più. A porte chiuse l’assenza della spinta del pubblico impedisce le imprese. Gare senza sapore e le big ancora più favorite.

Gap. Cinque sostituzioni e non più tre. Per aiutare gli atleti a non spremersi, si sostiene. In realtà anche in questo caso è tutto a favore di chi ha un organico potente. Finora la Spal dalla sua panchina ha avuto poco o niente.

Hotel. Il Carlton è il quartier generale della Spal. Sessanta camere ad uso esclusivo del club. Dovesse malauguratamente dover osservare una quarantena, la società è pronta.

Intensità. Da questa settimana la Spal intensificherà gli allenamenti. Oggi doppio lavoro al Centro (ore 9 e 17), domani seduta alle 17. Doppio anche venerdì e allenamento al mattino solo sabato (ore 10).

Lega. Venerdì assemblea straordinaria di Lega: va portata una posizione comune in Consiglio Federale riguardo ai piani B e C qualora non si riuscisse a finire la stagione. Mattioli partecipa con cristiana rassegnazione, ma ribadisce «Questo non è calcio».

Maratona. I fautori della ripresa rinfocolano l’entusiasmo sostenendo che tante gare ravvicinate assomigliano ad un Mondiale. Peccato che in un torneo iridato, per vincerlo, si giocano sette partite. Mentre per chiudere la A ne servono dodici o tredici per chi ha un recupero. Quindici per chi arriva in finale di Coppa Italia. Dal 20 giugno a inizio agosto tre match a settimana per tutti. In piena estate.

Nocchiero. Gigi Di Biagio ha conquistato in fretta la proprietà spallina, la quale ha espresso il forte desiderio di confermarlo a prescindere dalla categoria futura. Per il trainer quella di Ferrara è la prima esperienza in un club, ci sta mettendo l’anima. E non s’è buttato via per il domani. Ma sa, da uomo che ne ha viste mille e più, che gli umori del pallone sono volubili.

Orari. La Spal giocherà alle 17.15 una sola volta: il 12 luglio a Genova contro il Grifone. Per il resto cinque partite alle 19.30 e i tre big match alle 21.45 (Milan, Inter e Roma).

Petagna. Il bomber alle cui possenti spalle si aggrappa la squadra per salvarsi. Segna lui. Solo lui. È già del Napoli, ma il senso di appartenenza è spallino: «Mi sento la responsabilità addosso».

Quorum.«Per la salvezza serviranno tra i 15 ed i 20 punti» sostiene Di Biagio. Più o meno una media di 1,5. Finora la Spal è appena a 0,69.

Rimonta. La Spal dista sette punti dalla zona salvezza. Ha molti confronti diretti davanti ma, pure, deve rimontare in fretta perché se il campionato si ferma prima della conclusione e della remuntada eventualmente effettuata, che dirà l’algoritmo?

Stadio. Il Mazza sarà diviso in tre segmenti: area tecnica, spalti per dirigenti, panchinari e giornalisti, ed infine zona tv.

Turn over. La Spal finora ha avuto poco o nulla dai vari Zukanovic, Murgia, Castro, Sala e Cerri. In un tour de force come quello che c’è dietro l’angolo poter contare su una rosa ampia sarà decisivo.

Ultras. Quasi tutte le curve hanno manifestato dissenso per la ripartenza del calcio in questo momento storico. E a porte chiuse. La Ovest è stata tranciante: «Una vergogna di cui non vogliamo essere complici».

Valdifiori. Utilizzato a singhiozzo da Semplici, il centrocampista metronomo è diventato indispensabile nelle tre gare gestite da Di Biagio. Leader fuori dal campo. Le sue geometrie possono diventare fondamentali in un contesto più tecnico.

Zapping. La Spal apparirà cinque volte su Dazn e quattro su Sky. —